La Nuova Ferrara

Fra i tanti omaggi a Fellini le parole di Antonioni «Cosciente del suo valore»

Maria Cristina Nascosi

I cento anni dalla nascita del regista riminese 

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il legame

Sono state numerose le iniziative per i 100 anni della nascita a Rimini di Federico Fellini. Il regista sarà festeggiato per tutto il 2020 e oltre, per fortuna. Nascita romagnola, di provincia, ma di animo del tutto internazionale, ab ovo. Grande regista, folle, sognatore, geniale, inventore innanzitutto, gli aggettivi si sprecano da una o, meglio, più vite. E non a caso. Fellini è stato notevole, all’inizio, anche per i suoi scritti e per i suoi disegni – era spesso autore delle stories board delle sue pellicole –, ma il suo eclettismo si era espanso ben oltre, per non parlare della sua stupefacente e creativa visionarietà che lo aveva spinto ad autodefinirsi, con assoluta onestà autoironica, un bugiardo con cognizione di causa. Era partito, a fine anni ’30 con il Marc’Aurelio, la prodigiosa rivista satirica che vide far parte dello staff – oltre a lui ed Ettore Scola – grandi della satira del calibro di Vittorio Metz e Marcello Marchesi. Scola poigli aveva reso un omaggio davvero di grande valore, presentando in anteprima alla Mostra internazionale del Cinema di Venezia, nel 2013, il gioioso e spumeggiante docu-fiction “Che strano chiamarsi Federico – Scola racconta Fellini”, girato, omaggio nell’omaggio, nella casa virtuale e vera di Federico, quel favoloso Teatro numero 5 di Cinecittà che aveva visto il nascere e il divenire completo di gran parte dei suoi capolavori.

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Ma piace ricordarlo, brevemente, con qualche frammento di ciò che di lui pensava l’altrettanto immenso regista, il “nostro” Michelangelo Antonioni. Un rapporto di antico affetto e stima legava i due grandi, pur così diversi tra loro. “... di Federico si può dire quasi tutto, nel bene e nel male, dico quasi perché anche chi avanza riserve sul suo cinema non ne disconosce mai l’alto livello artistico. Considerato a ragione uno dei pochi grandi del cinema, non ho ancora capito se lui ritenga di meritare tanta stima, oppure sia assalito ogni tanto da dubbi, in altre parole se i suoi film lo convincano fino in fondo o anche lui nel suo intimo avanzi qualche riserva su di essi come capita a me con i miei... Io credo che Federico sia cosciente del suo valore, anche se essendo un autore che lavora molto spesso estemporaneamente, seguendo di momento in momento la sua stupefacente carica inventiva, il risultato deve procurargli non poche sorprese...”. —

Maria Cristina Nascosi

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