Mezzo secolo di disco mantenendo l’identità Il Dancing Caprice si conferma un mito
Codigoro, il locale della famiglia Succi Leonelli non perde l’attrattività «La fortuna è aver ospitato star ai primi passi, come Vasco e Ligabue»
la storia
Ai tempi di Siamo solo noi, album che lo ha lanciato al successo, Vasco Rossi si spostava in lungo e in largo tra le discoteche della regione e una delle più in vista era il Dancing Caprice di Codigoro. Quasi tutti i big nostrani sono passati di lì, da Mia Martini a Loredana Bertè, da Renato Zero a Lucio Dalla e Ron, ma anche tante band, come i Nomadi con Augusto Daolio, i Pooh, i New Trolls, i Giganti, i Dick Dick e molti altre hanno calcato la pista della sala da ballo che, un anno fa, ha tagliato il mezzo secolo di serate e spettacoli.
gli inizi
Nel 1968 Aldo Succi Leonelli ed il cugino Adriano, entrambi di Mezzogoro, rilevano quella che era una piccola sala da ballo creata nel 1962 da Vasco Ongaro, originario di Porto Viro. Nel 1976 l’ampliamento con la creazione della pista riservata al liscio ma, in seguito, il grande richiamo che il locale riscuote oltre i confini provinciali, induce la proprietà a compiere un salto di qualità ulteriore. Il dancing si allargherà di nuovo, dotandosi di una pista per orchestre, una dedicata ai balli latini ed una riservata alla disco music, ai balli di gruppo e alle feste a tema. Dopo 25 anni Adriano lascia la gestione al aolo cugino Aldo il quale, con le tre donne di famiglia (la moglie Luisa e le figlie Ilaria e Ilenia), continua a portare avanti il prestigio del Caprice, di fatto capace ancora oggi di garantire una vasta offerta musicale, tre giorni la settimana. «Quando è partita la nostra avventura – racconta Aldo Succi Leonelli –, non c’erano i pr; la sala da ballo stava in piedi con i personaggi giusti. Cinquanta anni fa si attaccavano i manifesti, la mia fortuna è stata quella di anticipare tempi e successi. Per esempio, nel 1992 ho ospitato Ligabue che lanciò Balliamo sul mondo. C’erano solo 300 persone in sala, però di lì a poco fece un boom pazzesco».
prima crisi
Per Succi Leonelli gli anni’90 segnarono il declino inesorabile delle sale da ballo tradizionali, perché l’avvento della techno music indusse a rivoluzionare i locali, con l’introduzione di catene, ferro e luci lugubri. E anticipando di fatto una crisi avvenuta dieci anni dopo. In controtendenza assoluta, il Caprice resta un locale dove i generi musicali degli anni d’oro continuano a essere ricordati, anche attraverso le puntuali ospitate di celebrità del passato, fra i più noti Gazebo, Sandy Marton, Sabrina Salerno e Tracy Spencer. «A me piace un locale illuminato, che vive, e la mia fortuna è che ancora resisto, con questa scelta controcorrente – sottolinea Succi Leonelli –; sono stato un innovatore. Ricordo un giovanissimo Renato Zero, prima del grande lancio con Madame. Noi e il Kiwi di Piumazzo firmammo un contratto per ospitare Zero una domenica pomeriggio a testa. Già allora si capiva che aveva carisma e avrebbe fatto strada».
l’omaggio
In occasione del 50º compleanno del Caprice, giusto un anno fa, l’assessore Stefano Adami ha omaggiato la famiglia Succi Leonelli con una targa di riconoscimento, voluta dal Comune.
Percorrendo la galleria d’ingresso del Caprice si respira ancora l’atmosfera dei fasti del passato, quando i pomeriggi della domenica erano appuntamenti affollatissimi e imperdibili. Altri tempi, altre tendenze, mentre si moltiplicano i ricordi di concerti memorabili, come quello di George McCrae (celeberrimo il brano Rock your baby) o i mitici KC and the sunshine band.
Oggi a tenere alti i vessilli del Caprice ci pensano anche e soprattutto dj dei gloriosi anni’70, ’80 e’90, come Alberto Mesini e Lauro Marchini, affiancati dal vocalist Menestrello. «Cinque anni fa – racconta proprio Mesini –, ho ripreso qui al Caprice le serate improntate alla musica degli anni’70 e’80. C’è stato un gran ritorno e ormai queste serate revival sono proposte da tanti locali. L’ultima serata con i dj storici del Kontiki, invece, è stata una primizia assoluta. Qua si viene per lo spirito di divertimento, come una volta. Se vai nei locali notturni trovi i giovani con il bicchiere in mano, fermi, qui la disco music trascina tanta gente in pista a ballare, per un sano divertimento». –
Katia Romagnoli
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