Spagna ci riporta agli ’80 «I brani di quegli anni resi eterni dalle melodie»
Venerdì la cantante è l’ospite della serata Supermarket a Ferrara «Di allora mi manca la spensieratezza, ma l’entusiasmo è immutato»
l’intervista
Davide Bonesi
Alzi la mano chi non ha ballato una volta sulle note di Easy lady o Call me. Ebbene, l’occasione per rifarlo ci sarà venerdì sera, peraltro dal vivo, visto che Ivana Spagna sarà l’ospite d’onore della serata “Supermarket”, alla discoteca di via Padova 189, a Ferrara. Ancora un mito degli anni ’80 nel locale cittadino, poche settimane dopo il suo amico Sandy Marton.
D’altronde, gli anni ’80 mai come oggi sono tornati di moda, come ci conferma la stessa cantante veronese (è di Valeggio sul Mincio): «E andranno avanti sempre - ci risponde - e vi spiego perché: perché nei brani dance c’era la melodia, per cui li canticchiavi sotto la doccia. Poi è arrivata la techno, bella da ballare sì, ma senza alcuna melodia e se non la canti non ti rimane nel cuore...».
E per voi in quegli anni il successo fu enorme.
«La vera cosa strana è che tutti noi entrati in classifica in quegli anni e con vendite stellari provenivamo dallo stesso mondo. Io e mio fratello (Giorgio Theo; ndr) suonavamo già nelle discoteche, per cui scrivere brani dance era naturale, era quello che facevamo tutti i giorni da dieci anni. Tutti noi venivamo da quella stessa... scuola».
E l’Italia era al centro...
«Era un momento magico, senza vere regole, ma anche un periodo duro, Easy lady fu prodotta da me, mio fratello e il mio compagno di allora (Alfredo Larry Pignagnoli; ndr) e andare a Sanremo era praticamente impossibile, mica come accade oggi con tutti questi talent».
Eppure l’Italia sembra avervi dimenticati, i grandi festival live sono in molti Paesi d’Europa, non qui...
«Di recente mi sono esibita in uno stadio in Francia, nazione dove ho a breve altre 12 date e altre le ho in Finlandia e Danimarca. In Italia le manifestazioni di questo tipo sono rare, ma ne ricordo una bellissima a Viareggio con Imagination, Sandy Maton, Tracy Spencer e Boney M: non ci stava uno spillo».
Insomma, fortunati i ragazzi di oggi con i talent?
«Sia chiaro, tutto quello che viene in più per emergere è meglio e i talent sono una bella vetrina però... Insomma, la gavetta secondo me è come le fondamenta di una casa, più sono profonde e più sei preparato a quello che arriva, il successo sì ma anche i momenti no e, infatti, molti ragazzi usciti dai talent spariscono dopo pochi mesi. Bisogna dare la giusta dimensione della vita, non puoi diventare una star in soli tre mesi: si illudono le persone che la vita è facile e invece lo è, la realtà è fatta anche di botte dure da digerire».
Torniamo agli anni ’80, cosa le manca di più?
«La spensieratezza ma non l’entusiasmo, che per me è stato un grande dono avuto da Dio. Per me cantare è una passione che ho trasformato in lavoro, basta che la voce sia a posto e sono pronta ad esibirmi ovunque».
Ha degli amici nel mondo della musica?
«Sono una persona riservata, non faccio vita mondana, se non mi esibisco amo stare con la mia famiglia. Ma in tanti anni ho incontrato persone con cui è stato bello lavorare e che rivedo sempre con piacere, penso a Ron e Sandy (Marton; ndr), ma anche Loredana (Bertè; ndr) e Ron».
Info serata: 323.2899176, ingresso 15 euro. —
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