La Nuova Ferrara

l’abbinamento 

Sassella “Rocce Rosse” di Pellizzatti Perego ideale per odori e bocca

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Come detto, la tradizione enologica valtellinese è ampia e di grande (grandissima) qualità. Impossibile non citare, tra gli assaggi di vino obbligati, lo Sfursat di Valtellina Docg “5 stelle” di Nino Negri, il “Cà Rizzieri” di Aldo Rainoldi o, ancora, i Valtellina Superiore di Sandro Fay.

Per l’abbinamento con il piatto, invece, i pizzoccheri di grano saraceno, abbiamo scelto il Valtellina superiore riserva Sassella “Rocce Rosse” di Ar.Pe.Pe., al secolo Arturo Pellizzatti Perego, ovverosia uno dei “padri fondatori” del Nebbiolo Valtellinese, che esprime in questa bottiglia-simbolo tutta la potenzialità della Chiavennasca. Parliamo di ben cinque anni (60 mesi) di affinamento, vino mozzafiato già dal naso: balsamico, intenso e speziato, con sentori di chiodi di garofano. Bocca clamorosa. Minerale, ampia, compatta e potente. (r.c.)



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