La Nuova Ferrara

Dagli affreschi ai muri di Bristol Così amori e contraddizioni sono raccontati a regola d’arte

Micaela Torboli
Dagli affreschi ai muri di Bristol Così amori e contraddizioni sono raccontati a regola d’arte

L’opera dell’artista inglese apparsa per San Valentino richiama Medioevo, Rinascimento e Barocco

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Banksy, pseudonimo di un artista di strada inglese, anche se ormai sempre di più pensano si tratti di un collettivo di artisti e non di un singolo, ha celebrato il giorno di San Valentino 2020 con un murale, eseguito sul fianco di un edificio di Bristol. L’immagine ha fatto il giro del mondo sul web in un battibaleno, ampliando una volta di più la notorietà di Banksy già a livello planetario, grazie ad un tempismo perfetto. L’opera raffigura una ragazzina armata di fionda, banksyana sorella maggiore di quella famosa alla quale sfugge un palloncino rosso a forma di cuore, comparsa su muro nel 2002 e poi messa a quadro. Questa invece scocca un sasso (o una biglia, o un bullone) contro un oggetto volante non identificato, ma pare sia da intendersi come un Eros/Cupido che esplode in un fiotto di materia rossa. Si è pensato che si tratti di una “anti-Valentina”, simbolo dell’amore deluso o di una critica verso la commercializzazione della festa degli innamorati. Massacro di Cupido consumistico. Nessuno che ami ha più il coraggio di evitare il fatidico scambio di regalucci e pensierini per il 14 febbraio, ma Banksy pare non approvare il lato consumistico della ricorrenza. Il proiettile trasforma il putto volante in rose rosse spampanate.

STATUE BAROCCHE

Anche se l’immagine richiama subito un altro e ben noto esempio banksyano, quello che vede un giovane travisato lanciare contro un invisibile soggetto un mazzo di fiori come fosse un cubetto di porfido, l’ipotesi è plausibile, malgrado qualcuno abbia tentato di rovesciare la cosa, prospettando una bambina-Cupido che frantuma un cuore volante. Un po’ forzato, ma non inverosimile. Forse è meglio valutare le possibili origini dell’idea, del gesto e della impostazione figurativa, al di là dei messaggi. Potrebbe derivare da ispirazioni precise, che prescindono da esempi recenti, come la predilezione per la fionda del beffardo Bart Simpson. Innanzitutto dalle dinamiche delle statue barocche seicentesche di Bernini, senz’altro il David della Galleria Borghese di Roma, ma anche, nella stessa prestigiosissima sede, dall’Apollo che insegue Dafne: la prima per la spinta a colpire un nemico con la fionda grazie ad un atteggiamento dinamico del corpo, mentre dal gruppo di Apollo e Dafne (il dio amava la ninfa che, non contraccambiandolo, cercò di sfuggirgli, e la sua richiesta di aiuto venne ascoltata dalla dea Gea, che la trasformò in alloro) si ripete la postura degli arti divini con quelli della ragazzina inglese.

TRA ’500 E ’800

Ancora vi si richiama la posa di una delle statue più note di Londra, datata 1893 e opera di sir Alfred Gilbert, quella che corona la Shaftesbury Memorial Fountain a Piccadilly Circus, nota come Eros. Riecco il tema amoroso, ma complicato, perché si tratta in realtà di un Anteros, che nella mitologia greca era il fratello di Eros. Anteros è una figura sfaccettata, che si lega alla linea delle emozioni delicate, cuore e sentimento, mentre Eros inclina alla sensualità. Per amare felicemente occorre equilibrare i ruoli, se uno prevale sull’altro si rischia. Nel Rinascimento Ferrara fu uno snodo cruciale della ripresa del mito antico, dopo il Medioevo che l’aveva quasi accantonato, ed i suoi letterati del Rinascimento sono stati profondi conoscitori della coppia Eros-Anteros. Il dibattito colto sul tema colpì la nostra Isabella d’Este, che volle nel suo studiolo mantovano descrizioni pittoriche delle qualità di Anteros. I magnifici affreschi del Garofalo del Palazzo Costabili di Ferrara, meglio noto come Palazzo di Ludovico il Moro, rievocano questa tematica pagana, che è stata immortalata da Garofalo nel 1517.

VERSO FERRARA

Un altro ferrarese che si occupò di Anteros è Celio Calcagnini (Ferrara 1479- 1541), ricavando nei suoi scritti una completa disamina dei ruoli degli dei nelle mitologie antiche, interessanti per ispirare pittori e scultori del Cinquecento. Banksy potrebbe aver pessimisticamente dipinto la morte del tenero Anteros, in alternativa al più consueto Eros proposto dai più. Presto al centro della prossima mostra a Palazzo dei Diamanti, Banksy sarà anche quanto di più attuale esista nel campo dell’arte, ma potrebbe aver tenuto conto, per una operazione San Valentino sofisticata in modo criptico, di un passato sempre stimolante, in cui anche Ferrara primeggiava. Almeno, lo speriamo. —

Micaela Torboli



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