Bonora in finale al Premio Faenza Quando la ceramica diventa arte
L’artista ferrarese è stata ammessa all’ultimo atto del concorso internazionale Scelte solo 58 opere fra le 539 iscritte provenienti da 62 Paesi di tutto il mondo
Giulia Bonora, ferrarese di 34 anni, è tra i finalisti dell’edizione 2020 del Premio Faenza, il più importante concorso di Ceramica d’arte contemporanea al mondo. Il contest, sempre più internazionale, funge anche da parametro per capire quanto sia viva l’arte creativa nel mondo della ceramica. Bonora ha studiato scultura all’accademia di Belle Arti di Bologna, con una tesi di ricerca in Olanda incentrata sul rapporto arte e cibo. Con la tesi ha inventato e sviluppato un metodo di ricerca chiamato “Cucina Scultorea”. Recentemente ha completato un corso post diploma di fabbricazione digitale e design del prodotto realizzando una stampante 3D per materiali ceramici. La giovane ferrarese, inoltre, è interessata a sviluppare un ricerca a cavallo tra sperimentazione artistica, creazione di oggetti e produzione di prodotti per il food.
IL CONCORSO
Nei giorni scorsi la giuria si è riunita per selezionare i 58 finalisti che concorreranno alla 61ª edizione. Le candidature sono state ben 539, provenienti da 62 nazioni diverse, praticamente un terzo degli stati sovrani presenti in tutto il mondo. Tra le partecipazioni più numerose si registrano artisti provenienti da territori a forte vocazione ceramica e con cui il Mic possiede fitte relazioni come la Cina, Francia, Giappone, Germania, Paesi Bassi e Stati Uniti. Questa edizione si focalizza in particolare sulla installazione e sulla scultura. Ha visto, infatti, un’impennata della partecipazione dei giovani under 35: ben 137, di cui solo 23 sono arrivati in finale. Quattrocentodue, invece, i partecipanti nella categoria over 35, di cui 35 sono stati ammessi al concorso. A metà maggio la giuria si riunirà per selezionare i vincitori. Il 19 giugno ci sarà la cerimonia di premiazione e verrà inaugurata la mostra delle 58 opere finaliste che saranno esposte fino al 1° novembre. Un’occasione per il pubblico per avere un quadro completo delle più interessanti ricerche artistiche internazionali che al momento lavorano anche con la ceramica. «Il Premio Faenza è la più longeva biennale d’arte contemporanea dedicata alla ceramica. – commenta Claudia Casali direttrice del Mic di Faenza – e rispetto ad altri concorsi in cui mi è stato chiesto di far parte della giuria, Faenza si differenzia sempre per l’altissimo livello qualitativo».
DA CASA BRINDISI AL MIC
Fino al 13 aprile al museo internazionale della ceramica di Faenza sarà visitabile “Picasso. La sfida della ceramica”. L’esposizione, a cura di Harald Theil e Salvador Haro con la collaborazione di Claudia Casali, prevede il prestito eccezionale di cinquanta pezzi unici provenienti dalle collezioni del Musée National Picasso-Paris. Un nucleo di inestimabile valore che affronta tutto il percorso creativo dell’artista spagnolo nei confronti dell’argilla. Non solo, nell’ambito della mostra sono esposte anche due ceramiche della manifattura Madoura di Vallauris, produzione Picasso. Entrambe le opere sono state prestate dalla Casa Museo Brindisi di Lido Spina. —
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