Westworld cambia pelle Si entra nel mondo dei robot con le novità Paul e Cassel
La coppia nella vita e sul set Nolan-Joy e la terza stagione: «Il segreto di una serie tv è avere un piano ben definito ma aperto alle possibilità»
«Il mondo di oggi è abbastanza folle e il nostro show non è proprio ottimista a riguardo» commenta la sceneggiatrice americana Lisa Joy, che insieme al marito Jonathan Nolan è creatrice di “Westworld”, la serie televisiva dagli ascolti record (la terza stagione da lunedì 16 marzo su Sky Atlantic e Now Tv). Con il loro thriller basato su un futuro distopico iper tecnologizzato, i due autori continuano a interrogarsi sulla vera natura dell’uomo.
Dopo essere usciti dai confini del vecchio West e avere esplorato lo Shogun World giapponese, ora portano le vicende al mondo reale degli anni 2050, dove regnano robot umanoidi in grado di funzionare nella società, impianti chirurgici designati per alleviare lo stress e automobili con la guida automatica. Un mondo che non sembra neppure troppo lontano. «Sapevamo dal principio che avremmo portato tutto al mondo di oggi, anzi, era uno dei motivi che più ci stimolava a scrivere», rivela Nolan, inglese, fratello del celebre regista Christopher.
Alla ricerca del reale
Ma se le prime due stagioni di “Westworld” sembrano presumere una visione pessimistica sulla natura del genere umano, con la terza viene quasi da pensare il contrario grazie all’introduzione di nuovi personaggi come Caleb, interpretato dalla star di “Breaking Bad”, Aaron Paul, che affranto dalla solitudine di un mondo sempre meno umano, è alla disperata ricerca del reale. «Il segreto di una serie tv? Avere un piano ben definito ma restare aperti alle possibilità: il nostro divertimento consiste proprio nell’esplorare le relazioni fra i diversi personaggi», spiega Joy, anticipando l’altra novità Vincent Cassel (un cattivo).
Tra i protagonisti tornano Evan Rachel Wood nei panni di Dolores, e Thandie Newton nel ruolo di Maeve, che nel loro arco narrativo ora sono diventate non solo robot rivoluzionarie ma anche le vere dure dello show. «Abbiamo un cast spettacolare: è stato un problema sviluppare storie che accomodassero il talento di ciascuno», spiega Nolan, che ha garantito la stessa paga alle star, uomini e donne, sul set, un fatto più che raro a Hollywood.
Se la musica è per ammissione degli stessi autori un’importante musa nella stesura delle loro visioni futuristiche, è il geniale brano dei Pulp Common People a dare il sottofondo a una scena di lotta, suggerendo in modo sottile un parallelo tra la classe operaia umana e quella dei robot. «È la prima volta nella show che i robot vengono esposti a una classe differente da quella di chi poteva permettersi il parco giochi Westworld – dichiara Nolan –. Mi ha sempre colpito l’enorme disparità di classe che esiste in Inghilterra, che poi è la direzione in cui sta andando il mondo intero: è triste pensare che in ogni singola civiltà, dalla notte dei tempi, questo divario sia l’unico modo in cui l’uomo riesca ad organizzarsi».
Fra i loro amici e consulenti c’è Elon Musk, magnate e amministratore delegato di SpaceX e Tesla: «Ci siamo consultati diverse volte negli anni – spiega Nolan –. Lui è ottimista su ciò che sarà il futuro, ma noi ci siamo chiesti: cosa succede in un mondo in cui chi sviluppa certe tecnologie non è una mente brillante come Elon?».
Analogico e tecnologia
«Parlando con Ingels ho capito che è Singapore la città che oggi include già una bella porzione di futuro – dichiara Nolan –. Amo l’America ma qui non abbiamo l’energia e la visione futuristica di città asiatiche come Hong Kong, Pechino o Taipei». Prosegue Joy: «Fra l’altro mia madre è taiwanese, per me è sempre una bella emozione tornare in Asia». Con uno che completa le frasi dell’altro, i due formano la “power couple” per eccellenza da quando si sono conosciuti nel 2000 alla premier di Memento, film girato da Christopher Nolan, basato su una breve storia dell’allora 25enne Jonathan. Tutti parlano dell’armonia e della passione tra i due sul set e di come poi la trasmettano al cast.
Credono in un futuro iper tecnologico? «Di certo non credo in un mondo in cui tutto sia facile e conveniente: abbiamo figli piccoli, li osserviamo mentre faticano per imparare tutto, dal camminare al leggere, e i pericoli di un mondo in cui tutto sia facile sono evidenti ma è esattamente ciò che stiamo costruendo», dice lui, mentre Joy ammette di vivere una realtà analogica nonostante dispongano di una “smart casa” tecnologica, poiché a differenza del marito dimentica le password per farla funzionare. Si congeda con una battuta: «Mi auguro che un giorno il mondo di Westworld diventi realtà così che possiamo mandare robot cloni sul set mentre restiamo a casa con i nostri figli». —
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