Torna il progetto europeo Atlas E per l’occasione si fonda un coro
Dal 26 maggio al 14 giugno il festival biennale fra arte, eventi e performance La novità Magnitudo, azione collettiva con laboratori aperti ad aspiranti cantanti
Lo scopo è creare un grande coro con il quale dare voce a un’azione collettiva, fra protesta e resistenza, per attivare una differente politica all’ascolto. Per arrivare a creare questo coro, denominato “Magnitudo”, vengono avviati dei laboratori di canto corale. Il tutto all’interno di Atlas of Transitions Biennale, progetto europeo che si tramuta a Bologna in un festival di incontri, performance partecipate ed eventi su arti, migrazioni e cittadinanze, in programma dal 26 maggio al 14 giugno 2020, quest’anno con il titolo “We the people”. “Magnitudo”, curato da Piersandra Di Matteo e organizzato da Ert Fondazione a chiusura di “Atlas”, sabato 13 giugno al cortile Guido Fanti a Palazzo d’Accursio e domenica 14 al parco dei Giardini della Cà Bura, sempre a Bologna.
a distanza
Ebbene, viene lanciata una call pubblica destinata a persone di ogni provenienza ed età senza specifiche conoscenze musicali, appassionati di canto, gruppi corali già costituiti, per partecipare a tre laboratori (gratuiti) attivi contemporaneamente in tre diverse zone della città (San Donato, Bolognina e Corticella), che prenderanno avvio sabato 4 aprile, guidati dai musicisti Meike Clarelli, Davide Fasulo ed Elisabetta Dallargine. L’obiettivo è dare vita a una grande performance collettiva, appunto “Magnitudo”. La call resterà aperta fino a sabato 28 marzo.
“Magnitudo”, come detto, è un’azione vocale collettiva che chiama a raccolta abitanti, cittadini, studenti e tutti coloro che hanno il desiderio di mettere in gioco il proprio corpo e la voce, per dare vita a una forma di protesta e resistenza, attraverso performance partecipate e appunto la voce. “Magnitudo” si pone così l’obiettivo di costituire una comunità temporanea per la creazione di uno straordinario evento pubblico: un immenso coro urbano, che si propaga in onde sonore da un “epicentro collettivo”, per alimentare una vibrazione comune, originata da diverse traiettorie della città. Nei laboratori si potranno sperimentare modi, stili e tecniche di musica vocale d’insieme, e anche una relazione artistica comunitaria e partecipata tra persone diverse.
come funziona
I musicisti Clarelli e Fasulo comporranno la partitura musicale a partire dalle parole ideate per Bologna dalla poetessa ugandese Carolyne Afroetry, grazie alla collaborazione con il progetto “AfroWomenPoetry”, diretto da Antonella Sinopoli.
I partecipanti possono liberamente scegliere a quale dei tre laboratori prendere parte. Questi, che prevedono un incontro a settimana, sono previsti appunto dal 4 aprile al 30 maggio, per un totale di sette appuntamenti. Si svolgeranno a Bologna, al Centro sociale “Montanari” in via di Saliceto 3/21, al Met in via Gorki 6, al parco della Cà Bura e al Centro interculturale Zonarelli in via Sacco 14.
La partecipazione è gratuita e aperta a tutti e non sono richieste esperienze musicali. Per maggiori informazioni riguardanti i laboratori, le tre diverse fasi, luoghi e orari visitare i siti http://bologna.emiliaromagnateatro. com/ o http://www.atlasoftransitions.eu/. Per ulteriori informazioni rivolgersi al teatro Arena del Sole invia Indipendenza 44, a Bologna; tel. 051.2910906 oppure 339.7767949. —
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