La Nuova Ferrara

«La musica è complice nei momenti difficili I piani vanno in fumo ma si diventa più veri»

Francesco Gabbani

Il cantautore Francesco Gabbani apre le porte attraverso i social L’idea è quella di regalare un concerto in diretta per sentirsi più vicini 

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l’intervento

Francesco Gabbani

La musica è nostra complice, lo era prima, lo è oggi e lo sarà anche domani. Al di là dei modi di usufruirne, è la colonna sonora della nostra vita ed è, per ogni ascoltatore e artista, espressione del proprio tempo. Anche in questa circostanza il suo ruolo non è cambiato, è una costante: ci offre supporto nonostante la nostra quotidianità sia cambiata a causa dell’emergenza.

Fa strano: io giro tantissimo, non sono quasi mai in casa, figuriamoci dopo un Festival di Sanremo. Quando tutto è scoppiato ero in piena promozione: mi sono ritrovato, come tutti, a dover rispettare delle regole che limitano la nostra libertà, ma sono fondamentali per uscire da questa situazione. Ed è giusto, per senso civico, rispettarle. Eppure, anche in questo caso, la musica non ci sta abbandonando. Perché mai dovrebbe?

I PIANI IN FUMO

Ho deciso di realizzare un concerto in diretta, attraverso i miei social, proprio per questo. Per sentirci tutti un po’ più vicino. Ho letto anche di flash mob sui balconi per cantare tutti insieme una canzone, vedo tanti altri colleghi mettere in piedi dirette, proprio per raccontare e raccontarsi con la forza della musica.

È un momento di condivisione forte, necessario, che riguarda tutti. Tanti ragazzi imbracciano i propri strumenti e suonano, cantano. Lo trovo bellissimo. E penso che oggi i social siano più veri del solito: gli artisti, quando pubblicano qualche cosa, spesso si preparano, pianificano quello che faranno. E invece, in questi giorni, i piani vanno in fumo e c’è una sorta di nuova spontaneità nel raccontarsi, elemento che trovo molto interessante. Segna un diverso e più genuino modo di comunicare.

Sono strani questi giorni. Io sto bene, cerco di “ambientarmi” in casa mia, di affrontare in modo giusto le dinamiche delle giornate, e lo faccio sporcandomi le mani, come piace a me. Faccio lavoretti rimandati per troppo tempo e sfrutto i momenti nel modo più positivo. Ma bisogna anche saper leggere quello che abbiamo intorno: io in fondo sto bene, ma ci sono persone che non hanno la mia fortuna.

GUARDARE FUORI

C’è chi ha e avrà grossi problemi sul lavoro, chi ha visto andare in fumo progetti importanti. Il mio pensiero va a loro. Se penso al futuro non sono preoccupato: leggo alcuni aspetti che mi inquietano, è ovvio, ma queste regole che ci chiedono di rispettare, penso siano importanti per uscire da tutto quello che sta accadendo, e sono fiducioso.

Ho trovato bellissimo che tanti ragazzi, in queste giornate, abbiano voluto cantare “Viceversa”, perché è un brano che parla proprio della condivisione, uno dei temi centrali di queste ore.

Quando ci si ritrova isolati e si fanno i conti con se stessi e con quello che ci circonda, è inevitabile pensare agli altri. È come se quella canzone facesse da specchio, fosse dentro l’attualità. È una coincidenza, ma è anche una luce su uno degli aspetti che volevo fossero colti. La musica non ci lascia soli. Mai. —

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