Fantasia, psiche e geometria: così nasce un personaggio
Primi passi nel mondo a fumetti: appuntamento con il disegnatore Disney. Soffritti porta i nostri lettori nel suo studio, ecco i video delle lezioni di fumetto
Per mettere un personaggio su carta bisogna prima averlo in testa. Occhi, capelli, lineamenti, abbigliamento, segni particolari, ornamenti e gingilli. Ogni dettaglio, anche il più piccolo e (solo in apparenza) insignificante, contribuisce a costruire la “creatura”. Tra bozze e scarabocchi si cerca di mettere nero su bianco quello che frulla per la mente. Che sia un eroe o un cattivo, una persona comune, un giovane, un vecchio, un personaggio fantastico o un uomo qualsiasi, il personaggio, deve avere tratti riconoscibili. Compito dell’autore è quello di disseminare di “indizi”, o per meglio dire, di caratteristiche riconoscibili, il personaggio.
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Ad accompagnare i nostri lettori nella costruzione del personaggio è Donald Soffritti, disegnatore Disney che con i fumetti ha a che fare da tutta una vita. «Si parte dal profilo psicologico, da un’idea. Quella del fumetto - spiega- è arte statica e quindi il personaggio deve avere dettagli e indicazioni capaci di guidare il lettore, di creare in lui curiosità». Nell’arte del fumetto i tratti fisionomici sono fondamentali. «Questo è vero principalmente nei disegni ma - dice - ci sono anche alcuni esempi calzanti nel mondo del cinema. Basti pensare a Lee Van Cleef: le sue spigolosità, il suo volto, il suo sguardo, non poteva essere altro che il cattivo del West».
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In questo articolo e in tre video visibili anche sulla pagina Facebook della Nuova e sul canale Youtube del quotidiano, Soffritti darà alcune “dritte” in materia di fumetti. Prima ancora dell’aspetto psicologico, però, bisogna conoscere i rudimenti del disegno. Come si comincia? Come si fa a creare qualcosa di proporzionato e regolare? «Non è facile, io disegno da tanti anni ma imparo sempre qualcosa di nuovo. Conoscenze e tecniche assodate vengono rimesse in discussione per una intuizione. Bisogna essere elastici però - sottolinea - è chiaro che alcuni punti fermi ci sono e sono indispensabili».
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Alla base di tutto c’è la geometria. «Sintetizzare il personaggio in figure geometriche può essere molto utile, aiuta a prendere dimestichezza con le proporzioni. Spesso - spiega Soffritti - siamo abituati a lavorare di dettaglio in dettaglio, invece no. La costruzione dei personaggi parte dalla geometria. Man mano si prende dimestichezza con questa pratica che diventa poi col tempo una procedura mentale».
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Il disegno è prima di tutto una passione, se non la si ha rischia di diventare un’imposizione. «Pensare: “Non so cosa fare, faccio un disegno” non funziona. Credo che la pittura abbia una componente terapeutica. Il disegno stimola la creatività, aiuta a portare fuori ciò che si ha in testa. Ora su Youtube ci sono tantissimi tutorial che ti guidano passo passo ma credo - continua - che tutto parta sempre e comunque da te». Soffritti apre le porte del suo studio ai lettori della Nuova, tra progetti, bozze, fogli, illustrazioni e tante idee. Sarà come entrare in un vero e proprio laboratorio creativo. «Il bello dei fumetti è che puoi dare libero sfogo alla fantasia. Hai in mente un mondo e vuoi vedere come si sta da quelle parti? Puoi scoprirlo, bastano fogli, matite e colori». —
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