Cento anni fa nasceva il maestro Franceschini, lo storico di Ferrara
Insegnante con la passione degli studi: pubblicò tanti scritti sulla città estense L’Archivio di Stato e altre organizzazioni stanno preparando eventi celebrativi
A volte ci si deve inchinare dinnanzi agli eventi e questo è purtroppo uno di quei casi: cento anni fa nacque il maestro Adriano Franceschini, che ci lasciò il 17 aprile del 2005. L’Archivio di Stato di Ferrara, uno degli istituti culturali che frequentò maggiormente, si era fatto capofila di vari enti pubblici e organizzazioni culturali per programmare da oggi alla fine del 2020 una serie di iniziative che potessero ricordare il maestro e i suoi poliedrici studi archivistici e storici ma, ovviamente, questa pandemia blocca ogni tipo di programmazione.
Non ci sono migliori parole per descriverlo di quelle incise sulla targa con la quale gli fu dedicata la scuola elementare di Porotto dove insegnò a lungo: «Maestro storico, erudito paleografo, epigrafista liberò la storiografia locale oltre i suoi confini e l’asperse con “il sapore del sale” degli umili». Non è esagerato poterlo definire una sorta di Ludovico Antonio Muratori moderno, profondo studioso con l’obiettivo, però, di diffondere i propri studi, ricerche e, perché no, scoperte anche tra chi avrebbe potuto incontrare difficoltà ad avere accesso a quei documenti ed a ciò che quei documenti raccontavano. Tutto questo derivava, ovviamente, dal Franceschini “Maestro” che doveva docere ai suoi giovani studenti.
la vita
Frequentò assiduamente biblioteche e archivi ferraresi, rodigini e modenesi occupandosi di diversi aspetti della storia ferrarese, polesana e del territorio del Ducato estense, coprendo un arco cronologico di 400 anni circa a partire dal XII secolo. Impossibile ricordare qui le decine e decine di sue pubblicazioni ma due vanno senza dubbio menzionate: i tre tomi di “Artisti a Ferrara in età umanistica e rinascimentale” di cui l’Archivio di Stato conserva le copie postillate dal maestro e “Presenze ebraiche a Ferrara: testimonianze archivistiche fino al 1492”, vera e propria pietra miliare per chiunque voglia iniziare o approfondire lo studio della nostra comunità ebraica e delle sue profonde radici che la legano in maniere inscindibile a Ferrara.
I suoi scritti sono presenti in tutte le biblioteche italiane e in tantissime estere e le citazioni delle sue parole in numerosi volumi di storia, arte e architettura. Tanti studiosi, anche laureandi, infine lo hanno ringraziato nelle prime pagine delle loro opere, dopo aver spesso ricevuto un’indicazione bibliografica o archivistica, frutto di conoscenza approfondita e memoria non comune.
Nel 2000 l’Università cittadina gli conferì la Laurea honoris causa in lettere ma Adriano Franceschini restò per tutti il “Maestro”.
il ricordo
Ho avuto, purtroppo, il piacere di iniziare a frequentare assiduamente l’Archivio di Stato di Ferrara come studioso quando il Maestro aveva iniziato a diradare le sue visite. Chi lo ha conosciuto mi ha raccontato che puntualmente, ai rintocchi del mezzogiorno provenienti dal campanile di San Francesco, Franceschini lasciava la “sua’” postazione di sala studio: il tragitto verso casa gli era faticoso oltre che lungo, ma il personale tutto sapeva che il maestro sarebbe apparso la mattina seguente, di buon’ora, pronto a riprendere la consultazione dei documenti che ha tanto amato, in particolare dell’Archivio Notarile di Ferrara, fondo di cui si può dire che conoscesse praticamente ogni singola carta sino al XVI secolo.
Cari amici e colleghi delle organizzazioni ferraresi coinvolte vi do appuntamento per un nuovo incontro non appena questo virus ce ne concederà la possibilità; certo che non sarà un problema se le iniziative che avevamo cominciato ad abbozzare per ricordare il “Maestro” oltrepasseranno la data del prossimo 31 dicembre. —
Davide Guarnieri
(Direttore Archivio di Stato)
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