Anche i poeti vogliono libertà La quarantena vista da chi scrive
“Dal sottovuoto. Poesie assetate d’aria” raccolta di inediti nata nell’emergenza Il ferrarese Bianchi coinvolge autori importanti come Arminio, Pazzi e Scarpa
Dal sottovuoto. Poesie assetate d’aria, antologia pubblicata da Samuele Editore (con sede in provincia di Pordenone), mette nero su bianco la volontà di confrontarsi sul tema dell’isolamento, di una quarantena tanto improvvisa quanto obbligata. L’idea è scaturita dalle sparute riflessione trapelate sul web, ovvero dalla necessità sommersa di molti intellettuali di liberare un vuoto interiore che una volta confinato rimbombava con maggiore violenza.
«Non si può dire che la parola riesca ad avverare il superamento di una condizione penosa come quella attuale – esordisce il curatore ferrarese, nonché poeta a sua volta, Matteo Bianchi –, ma sicuramente attraversa il momento vissuto, si innesta nel giorno dopo giorno, abita una situazione collettiva, che mai come ora ci appare confusa, terrificata, surreale, perturbante. Da parte nostra non c’è stata alcuna intenzione di strumentalizzare un dramma condiviso, né di spettacolarizzare il dolore o l’evento cronachistico trattato, ma lavorando sul linguaggio abbiamo puntato al potenziamento della realtà, inclusa in un sistema dinamico di esperienze, personaggi e fatti che vale la pena di raccontare, di fissare per sempre in coordinate spazio-temporali determinate. Non va tralasciato, inoltre, il tentativo di opporsi al panico generalizzato, di scongiurare una paura che se fomentata avvelenerebbe irrimediabilmente il nostro futuro».
il lavoro
Il curatore ha poi deciso di ordinare gli inediti quasi fossero un sentiero, un percorso per ritrovarsi attraverso le voci dei trentacinque autori coinvolti, tra cui il paesologo Franco Arminio, il premio Strega Tiziano Scarpa, la germanista Anna Maria Carpi e, ancora, Gian Mario Villalta, Gabriella Sica, Franco Buffoni, Flaminia Cruciani, Umberto Piersanti, nonché i conterranei Roberto Pazzi e Fabrizio Lombardo, consentendo un dialogo tra poesie provenienti da clausure personali, che nella fame d’aria si tendono l’una verso l’altra. «A volte i versi scritti l’attimo prima di un trauma possono esprimere qualcosa che non avremmo mai immaginato di sostenere, senza pretesa di esaustività o di perfezione, ma solo di narrazione, al massimo di testimonianza. L’essenza di essere sopravvissuti. L’antologia punta a un’apertura del testo poetico verso la realtà, ordinata e organizzata esteticamente, non rinunciando mai al carico esperienziale – conclude Bianchi – ma, al contempo, dimostrandosi in grado di collegarlo a ciò che offrono il mondo contemporaneo e la storia degli esseri umani».
L’editore Alessandro Canzian: «Un modo e un’occasione importanti che si è voluto cogliere per fare il punto della situazione socio-culturale attraverso la visione poetica. La poesia infatti è uno strumento privilegiato che da sempre testimonia la realtà. Oggi più che mai abbiamo voluto fotografare il momento e luogo eterotopico nel suo essere improvviso, certi dicono distopico, grazie a testi che rifuggano la definizione di instant-poetry per quella di poesia ragionata all’interno di una collettività, tale è l’insieme dialogante dell’antologia anche attraverso gli scambi che si stanno succedendo tra autori, curatore, editore. Alcuni testi sono stati concepiti durnte l’isolamento, alcuni in risposta ad altri, alcuni sono riscritture o rivisitazioni. Il tutto in contesto paradossale: sospeso, pieno di tempo ma talmente inaspettato e veloce da non lasciare tempo all’analisi razionale. E proprio per questo, forse, l’approccio poetico può dare e arrivare laddove l’oggi non concede».
Infine, il volume ha una finalità solidale: la metà dei proventi ricavati dalla vendita sarà devoluta in beneficenza, proprio per rispondere all’emergenza sanitaria offrendo alla nostra comunità un aiuto concreto. —
Irene lodi
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