Viritaly, ovvero come la paura cambierà la società italiana
Il 4 maggio esce il volume pubblicato dalla casa editrice ferrarese La Carmelina Autori l’ex sottosegretario padovano Giaretta e il professore Tartaglia di Unife
È in uscita lunedì 4 maggio, guarda caso giorno individuato per la partenza della cosiddetta “fase 2” il volume intitolato “Viritaly. Paure, incertezze e speranze nell’Italia contagiata” scritto da Paolo Giaretta, sindaco di Padova dal 1987 al 1993 e sottosegretario al Ministero dello sviluppo economico del secondo governo Prodi, e a Filiberto Tartaglia, sociologo e semiologo, docente di marketing, teoria e tecnica della comunicazione pubblica all’Università di Ferrara nonché sociologia del lavoro e dell’organizzazione all’Università di Firenze.
Si tratta di un instant book - pubblicato dalla casa editrice ferrarese La Carmelina - che vuole descrivere quello che è accaduto e sta accadendo e di conseguenza accadrà in Italia e che ci obbliga a ripensare parecchie cose, dal punto di vista sociologico e politico.
il soggetto
Quando ne usciremo, ne usciremo diversi. Molte certezze saranno venute meno. Molti si saranno impoveriti e non mancherà chi si è arricchito. Molti avranno vissuto la perdita degli affetti più cari, altri avranno perduto il lavoro. Per tutti sarà stata una difficile prova psicologica. Dovremo ripensare anche alla globalizzazione, dilatandone ulteriormente il concetto. Da più di quarant’anni, ormai, economisti e sociologi ci hanno spiegato a sufficienza cosa vuol dire. Significa che per mercati e finanza le frontiere non esistono più. Ma, dal mese di marzo 2020 le persone che si muovevano da un capo all’altro del pianeta sono costrette a restare a casa. In un mondo che si è fermato, sembra che circoli soltanto il coronavirus.
«Ci siamo (finalmente) resi conto - spiegano gli autori - che pure la paura e il modo di reagirle si sono globalizzati. La paura regna sovrana su nazionalismi e sovranismi. Il concetto di sicurezza nazionale è diventato meno sicuro, anche perché le organizzazioni sovrannazionali non sembrano in grado di garantirla. Di certo, non ci hanno aiutato molto né la nostra immagine nel mondo, né l’endemica litigiosità della classe politica, né il sistema dell’informazione. Neppure la scienza sembra in grado di calmare le incertezze di un’Italia contagiata (e del villaggio globale impaurito). E, tuttavia, l’Italia ha insegnato molto al resto del mondo: una idea del rispetto del valore della vita umana, l’importanza di un sistema sanitario universale, la capacità di adottare, prima di altri, misure coraggiose per contenere il virus».
l’auspicio
Il volume vuole lasciare anche un messaggio positivo finale: «Quando tutto sarà finito - aggiungono gli autori - , dopo esserci chiesti dove eravamo rimasti, dovremmo ricostruire anche il senso di responsabilità. Ognuno – come si dice, ma poco si fa – dovrebbe rivedere il proprio. La politica dovrà reinventarsi, per essere più lungimirante. La lungimiranza è semplicemente la capacità di prevedere, per poi provvedere presto e bene. Permetterebbe alle istituzioni di dimostrarsi più preparate ad affrontare futuri risvegli di qualsiasi virus».
Ovviamente per le attuali disposizioni dell’emergenza non sono previste presentazioni pubbliche del libro. Chi fosse interessato all’acquisto può scrivere una mail all’indirizzo di posta elettronica commerciale@edizionilacarmelina.it —
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