La Nuova Ferrara

IL PROGETTO

Gli italiani e il lockdown nel film di Cirelli e D'Andrea

Gli italiani e il lockdown nel film di Cirelli e D'Andrea

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FERRARA. Si intitola "Comunque umani" il nuovo mediometraggio di Paolo Cirelli, regista ferrarese, e Stefano D’Andrea che racconta la quarantena attraverso i volti di chi lo schermo – del cellulare, del computer, della tv – lo guarda in silenzio, mentre alle sue spalle la quotidianità si assesta nello spazio limitato di un appartamento, e lì sta.

IL PROGETTO
«Abbiamo visto il vuoto delle strade, le lunghe file davanti ai supermercati. Abbiamo visto- raccontano gli autori - alcuni di noi eccellere nell’arte di andare avanti e impugnare uno strumento musicale, un tappetino per lo yoga, un panetto di burro, per dirsi e dirci di essere ancora vivi, ancora pronti a stare nel gioco dell’esistere. Abbiamo visto numeri e qualcuno ci ha spiegato come leggerli, abbiamo sentito le sirene e ci è stato detio di prestar loro attenzione e poi anche di non farlo, che era per via del silenzio se ci sembravano più forti. Nessuno finora - sottolineano - si era occupato della storia, di chi non si è ammalato, di chi non si affaccia, non commenta, di chi sta attraversando questa epoca trattenendo il fiato nell’attesa di riemergere al mondo, un po’ più stanco e ottuso, certamente distante dal punto in cui si era immerso».

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Un progetto di narrazione collettiva nato sulla pagina Fb di “Umani a Milano” che dal 2014 raccoglie le foto e le parole raccolte per strada dialogando con chi vive o attraversa la città e che si è trovato improvvisamente fermo, perché non c’era più nessuno per le strade e nessuno con cui dialogare, ne è nato un appello “umani, dove siete?” e gli umani, questa volta da ogni parte d’Italia, hanno risposto così. Oggi il film verrà proiettato in diversi cinema a porte chiuse, tra cui al Boldini di Ferrara (info sul sito) e sarà disponibile da giovedì su Vimeo. Intanto sul sito della Nuova è visibile il trailer.

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