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Il tempo dei congiunti Un volume racconterà le relazioni complicate

Matteo Bianchi
Il tempo dei congiunti Un volume racconterà le relazioni complicate

Amantidistanti, Ghedini e Grassano al lavoro per Giraldi Da domani si raccolgono i pensieri di chi si ama a distanza

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A seguito della conferenza stampa del premier Conte sulla ormai famigerata “Fase 2”, e a seguito del mancato chiarimento del termine “congiunti” durante il suo discorso, il popolo del web si è surriscaldato. Chi si ama e per due mesi ha rinunciato all’altro, soffrendo, poiché all’apparenza non avrebbe giustificazioni per riunirsi, da domani come farà? Giraldi Editore ha deciso di lanciare una raccolta di testimonianze dedicata a chi, ai tempi del Covid-19, non trova nessuna definizione di sé, forse se non nella tanto discussa “affetti stabili”, che ben pochi hanno però interesse a comprovare. A curare l’impresa letteraria - che uscirà prima in ebook e poi in cartaceo - sono le giornaliste e scrittrici Camilla Ghedini (ferrarese doc) e Isa Grassano (in passato corrispondente della Nuova Ferrara).

«La discussione su cosa si intenda per “congiunti” – motiva la Ghedini – ha evidenziato la difficoltà di definire le relazioni interpersonali. Anni fa ho sdoganato la figura dell’amante al di là del politicamente corretto, mettendo a fuoco i risvolti psicologici, le speranze tradite e le conseguenti frustrazioni. Non sono convinta che tante coppie scoppino a causa della situazione attuale, ma penso che in molti stiano ritrovando la complicità dimenticata e non restino insieme solo per convenienza. Non mi interessa la pruderie, non bado a vittimismi e patimenti superficiali. Sappiamo che solitamente l’amante attende che alla coppia in crisi succeda qualcosa, che si rompa l’equilibrio: prima del coronavirus magari c’erano persone pronte a entrare in una nuova relazione e non vi entreranno mai».

il lavoro

Da sempre Ghedini racconta la società in cui viviamo e i suoi mutamenti; con i libri precedenti pubblicati da Giraldi, tra i quali Amo te... starò con lei per sempre (2014), Interruzioni (2016) e L’uva e l’acciaio (2019), si è occupata di lavoro, testamento biologico, infanticidio e prostituzione (e del tenore Barioni), concentrandosi su tutto ciò che attiene al contesto valoriale. La giornalista, non a caso, oltre a essere esperta di comunicazione istituzionale, insegna al Master di giornalismo dell’Università di Bologna e tiene corsi di formazione per l’Ordine dei giornalisti. Inoltre sta frequentando il secondo anno della Scuola di counseling integrato, dimostrando un interesse sociologico per le dinamiche relazionali e per l’uso del linguaggio.

«La pandemia ci ha costretto all’autenticità – spiega Ghedini –, perché in casa non abbiamo margini di menzogna; le restrizioni ci riportano di fatto alla realtà e ai rapporti senza le alterazioni consentite dalle piccole libertà quotidiane, dalle scuse di una routine allenata. La solitudine dettata dal pericolo non è diversa da quella trascorsa, finendo per svelare le nostre aspettative, la nostra capacità di essere autonomi».

Di sicuro si tratta di un momento fuori dall’ordinario, in cui raccogliere testimonianze a caldo, che vanno inviate da domani fino al 30 giugno sottoforma di lettera a lui o lei, racconto, favola, poesia o qualsiasi altro genere, massimo 6mila battute, all’indirizzo mail amantidistantidilloagiraldi@yahoo.com. È garantita la totale riservatezza. —

Matteo Bianchi

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