Da Modena a Cento Lorenzini diventa il “custode” del Guercino
Dopo anni ai Musei Civici la nomina a responsabile di Pinacoteca, Rocca e Gam «Un patrimonio italiano da valorizzare, sogno di riaprire la sede storica»
L’INTERVISTA
Stefano Luppi
Strano periodo per trovare un lavoro. E di prestigio. È andata così a Lorenzo Lorenzini, storico dell’arte da una ventina d’anni curatore al Museo civico di Modena che dai primi di giugno diverrà il nuovo direttore dei musei comunali di Cento, la celebre Pinacoteca che raccoglie numerosi dipinti di Guercino (Cento 1591 – Bologna 1666)e la Galleria d’arte moderna “Aroldo Bonzagni”.
«È andata così, non ho meriti particolari - dice Lorenzini, laureato e specializzato a Bologna, entrato ai Civici una decina di anni fa dopo una decade da precario a Palazzo dei Musei - ma visto che abito proprio a Cento ho visto il bando del Comune che cercava un direttore. In autunno va in pensione lo storico responsabile Fausto Gozzi e, con mia grande sorpresa, mi hanno preso in sostituzione di uno studioso dalla grande esperienza. Ora per alcuni mesi lavorerò per entrambi i Comuni perché intendo portare a termine i progetti che ho in corso a Modena. Poi mi dispiacerà molto lasciare un museo cui voglio molto bene e per fortuna a Cento Gozzi mi affiancherà per alcuni mesi».
I Civici modenesi sono importanti, ma certo lei passa a occuparsi di uno dei più prestigiosi pittori italiani, Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino.
«Sì, è vero, si tratta di uno dei protagonisti della pittura barocca italiana, artista dallo stile unico e inconfondibile che qui a Cento è rappresentato da alcune decine di opere cui si aggiungono quelle che sono ancora nelle chiese del territorio. La Pinacoteca è dunque un museo importante, anche se non gigantesco, come del resto la città stessa. Ma certo questo patrimonio è fondamentale per la pittura italiana».
Com’è rappresentato Guercino a Cento?
«Le opere presenti testimoniano soprattutto la fase iniziale della carriera del pittore, a partire dai celebri affreschi staccati dalle case centesi. Abbiamo poi le prime pale l’altare che Guercino realizzò nel suo centro natale, cui rimase legato anche quando andò a Bologna dopo la morte di Guido Reni. Ma nel nostro patrimonio c’è anche un dipinto per lui fondamentale, si tratta della ‘Carraccina' come la chiamava lui stesso: è una Madonna con Bambino e santi del suo maestro Ludovico Carracci. Una immagine bellissima, utile a capire Guercino».
In che senso?
«Da questa opera e dal patrimonio guercinesco del museo si comprende bene la formazione di Guercino in equilibrio tra Bologna, dove divenne l’artista più noto, e la Ferrara dove erano attivi Bononi e Scarsellino. Inoltre dal nostro museo possiamo comprendere come il pittore non dimenticò mai la sua città, anche perché era priore della Confraternita del Rosario: qui c’è una cappella che ricorda tramite le figure di tre dipinti il suo nome. Una bella curiosità per un artista amatissimo, tenga conto che tutti qui lo conoscono e tanti negozi hanno il suo nome nell’insegna».
Oggi la Pinacoteca è chiusa.
«Purtroppo il palazzo storico che la ospita è stato terribilmente lesionato dal sisma del 2012, c’è un progetto di restauro, ma ancora non ci sono i lavori. Da anni molte opere sono esposte alla chiesa di San Lorenzo dove ora c’è una mostra temporanea dell’artista ovviamente al momento chiusa al pubblico».
Lei gestirà anche la Rocca .
«Sì, è restaurata e oggi conserva gli affreschi di Guercino via via staccati dalle case». Infine la Galleria Bonzagni. “Venne istituita nel 1988 e dedicata al pittore Aroldo Bonzagni (1887-1918), altro centese di rilievo. La galleria è nel rinascimentale Palazzo del Governatore, del 1502 che non è stato molto lesionato nel 2012 e raccoglie importanti lavori di questo espressionista futurista e molte opere del Novecento».
Cosa farà appena insediato?
«Ci sarà da aggiornate la guida della Pinacoteca e andrà anche ripensato l’allestimento poi collaborerò con due realtà imprescindibili come il Centro Studi Internazionale “Il Guercino” e l’associazione Amici della Pinacoteca Civica». —
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