Bellocchio: serie tv sull’Italia legata al sequestro Moro
Il regista vincitore dei David gira “Esterno notte”: «Sarà una novità assoluta Ma anche uno stimolo, perché lavorerò su regole diverse da quelle di un film»
Una vittoria schiacciante, che ha riacceso la voglia di realizzare idee e desideri. Per Marco Bellocchio, trionfatore ottantenne ai David di Donatello, il day after ha il sapore eccitante dei nuovi inizi: «È come sentirsi dire “sei vivo, continua a lavorare, ti diamo fiducia”».
In testa alla lista degli impegni c’è la serie in sei episodi sul rapimento Moro, intitolata “Esterno notte”, per sottolineare la prospettiva opposta rispetto al film sui giorni della prigionia, “Buongiorno notte”, girato nel 2003: «È un progetto molto concreto, per me una novità assoluta, uno stimolo perché lavorerò su una drammaturgia scandita con i tempi di una serie, quindi con regole di cui dovrò tenere conto».
la narrazione
L’ottica della narrazione è «capovolta rispetto al film, lì era tutta interna, qui, invece, è tutta sull’esterno. Riguarda i personaggi che cercano o non cercano di salvare il prigioniero».
Sfileranno, dunque, davanti alla macchina da presa del maestro dei “Pugni in tasca”, figure chiave della scena politica e non solo: «Ci saranno il ministro degli Interni Cossiga, il Papa, i terroristi, Eleonora Moro. Nella prima puntata si vedrà anche Moro, che poi scompare, per riapparire solo nella sesta».
Dopo aver descritto la figura del super-pentito Buscetta, il regista affronta un altro capitolo cruciale della storia italiana.
MAFIOSI SCARCERATI
Di mafia, tra l’altro, si torna a parlare in questi giorni, a proposito della vicenda che vede contrapposti il ministro della Giustizia Bonafede e il magistrato Di Matteo: «La questione della scarcerazione dei mafiosi mi ha colpito. Leggendo i giornali – dice ancora Bellocchio – mi è sembrato che i giudici abbiano applicato la legge. Se una persona non può essere curata in un carcere, è umano che venga ricoverata e seguita a casa. Quanto alla polemica con Di Matteo, alla possibilità di connivenze e complicità, direi che mi appaiono misteriose, fanno parte di quella nebbia che sembra essere una costante di certi avvenimenti italiani. La stessa che ha riguardato il caso Moro. Sono stati scritti migliaia di volumi, ma, ancora ora, la verità non si sa, ce ne sono cento».
Sul cast della serie, prodotta da Lorenzo Mieli per The Apartment (parte del gruppo Fremantle), il regista Bellocchio non può dire molto: «Il Covid ci ha obbligato a rinviare – conclude quindi Bellocchio –, ma spesso ritardi imprevisti diventano elementi positivi. Danno modo di pensare, elaborare». —
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