L’eterea Elle Fanning è Caterina La Grande «Una leader che insegna a non aver paura»
L’attrice americana protagonista di “The Great”, serie in streaming su Hulu tra accuratezza storica e libertà creativa
l’intervista
Dunque no, Caterina di Russia, nota anche come Caterina La Grande, non faceva sesso con il suo cavallo e non è morta così.
The Great - Una storia occasionalmente vera in dieci puntate presentata da Hulu, non vuole essere un documentario storico e non si esime dal navigare nel pettegolezzo e nell’esagerazione. Ma la serie, scritta e diretta da Tony McNamara - che aveva raccontato le relazioni saffiche della Regina Anna in La Favorita, film diretto da Yorgo Lanthimos - riesce ancora una volta a dare il ritratto di una corte decadente del 18º secolo con un misto di accuratezza storica e anche di molta libertà creativa, offrendoci il ritratto di una delle più significative leader femminili di tutti i tempi in una cornice di preziosi set e costumi.
Una ragazzina arrivata a corte credendo che quella con Pietro III (Nicolas Hoult) sarebbe stata una relazione d’amore e che presto si adatta ai tradimenti, agli intrighi e alle brutalità di corte.
Al centro di tutto questo, nella parte appunto di Caterina, c’è Elle Fanning. Sin dal suo primo film a tre anni, Elle è sempre stata una presenza un po’ eterea, una che viene sempre inevitabilmente paragonata a Dakota, la sorella più grande. In The Great è una presenza magnetica ed elettrizzante.
Elle, ci sono momenti in cui «The Great» sembra una commedia. Ma la serie affronta temi seri, è anche commentario sociale con echi contemporanei.
«Merito di Tony ( McNamara, il creatore della serie, ndr.) che è un vero genio con le parole. Scrive in modo molto divertente e veritiero. Nella vita reale, le situazioni più drammatiche a volte possono essere così isteriche. Questa è la vita. La cosa più bella della storia è che affronta molte dinamiche con cui abbiamo a che fare ancora oggi. In un certo modo è una storia molto moderna».
Infatti Caterina è quasi una femminista prima dei tempi, una donna per la quale è importante educare e dare potere alle altre donne di corte.
«Simbolizza il potere femminile, aveva portato l’istruzione femminile in Russia e nuove idee dalla Francia. Abbiamo voluto includere tutto questo perché dobbiamo insegnare alle ragazze ad accettare il loro potere. Questo è qualcosa che è molto importante per me, sin da piccola mi hanno insegnato che puoi avere successo se lo accetti e se non ti fai spaventare. E una delle cose belle che insegna Caterina è che il potere è anche non essere sempre perfetti e non essere sempre coraggiosi. Fa errori, spesso prende la decisione sbagliata. Avere potere non significa necessariamente avere tutte le risposte».
Elle, questo è il suo primo progetto televisivo.
«È la mia prima serie, sono anche produttrice esecutiva dello show. Abbiamo dovuto vendere l’idea a Hulu e a Netflix e ad altre case. È un po’ come vendere la tua anima, in più ero una donna con gli occhi addosso di tutti gli uomini, è stato interessante. Mi sono sentita un po’ come Caterina la Grande! La televisione è una piattaforma meravigliosa per noi attori, lo avevo già visto con mia sorella Dakota, che aveva avuto un’esperienza formidabile con The Alienist. Non c’è più divisione o frontiera tra cinema e televisione. Mi piace fare streaming sul mio portatile la notte, amo quell’esperienza. Amo affrontare nuove sfide, esperienze che non ho ancora avuto. In più la nostra sceneggiatura era troppo bella per dire di no. E sì, ci abbiamo messo sei mesi ma con Maleficent sono stati cinque. Nel grande schema delle cose, ciò che conta alla fine è amare quello che fai».
Avete girato anche alla reggia di Caserta.
«Sì, siamo stati a Caserta quattro o cinque giorni e dovremo tornarci. Amo la cucina italiana. Avevamo con noi molte comparse, tutte sempre ben vestite e molto abbronzate. Strano, perché dovevamo essere nella fredda Russia ma tutti avevano appunto delle belle abbronzature. C’era un qualcosa che non tornava, ma è stato bello comunque». —
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