Ferrara piange il maestro Filippini «Autore prolifico e artista visionario»
Nella notte fra lunedì e martedì è morto all’età di 95 anni Pittore e scultore, a lungo pilastro del Club Amici dell’Arte
Nella notte fra lunedì e martedì è morto all’età di 95 anni Alfredo Filippini, pittore e soprattutto scultore ferrarese, vera e propria memoria storica della cultura cittadina. Sempre lucido e attivo praticamente fino ad un paio d’anni fa, quando un intervento gli impedì di continuare a realizzare opere, ma non a seguire lo sviluppo di arte e cultura a Ferrara. Ammalatosi e ospite della casa di riposo di via Pomposa, è morto destando profonda tristezza ai tanti che l’avevano conosciuto.
la vita
Nato il 22 ottobre 1924 nella frazione bondenese di Ospitale, da tantissimi anni risiedeva a Ferrara. Ha lavorato nelle ferrovie ma da sempre la sua vita è stata accompagnata dall’arte. È stato un artista di notevole spessore per gli esiti brillanti di una pittura e di una scultura legate alla migliore tradizione figurativa classica. Nel suo passato anche l’amicizia con il maestro scultore Laerte Milani, con cui collaborerà all’esecuzione di alcune opere.
Il suo impatto con Ferrara si è notato soprattutto per il grande impegno per il Club Amici dell’Arte, del quale è stato da sempre socio, oltre che occuparsi del forno elettronico per la cottura dei manufatti che si trovava all’Accademia del Club, nell’abside della chiesa di San Nicolò.
Tantissime le opere realizzate e molte quelle donate. Una sua statua si trova in Cortevecchia, a Ferrara, ha restaurato la IV Stazione della via Crucis del Santuario del Poggetto, ha rifatto il celebre tondo Doni degli Uffizi di Firenze, ha donato per il 500º anniversario della prima stampa dell’Orlando Furioso un “Orlando” in terracotta a Bondeno. Per non parlare delle numerose mostre, individuali e collettive, ancora in tempo recenti una personale al Maf sulla civiltà contadina e nel 2014 alla Banca Mediolanum di Ferrara un’esposizione curata da Lucio Scardino per i suoi 90 anni.
il ricordo
Fra i tanti messaggi di cordoglio, ecco quello di Michele Govoni, a nome dei soci del Club Amici dell’Arte: «La nostra associazione piange il maestro Alfredo Filippini. Raffinato, colto, affabile e gentile, Filippini aveva iniziato a dipingere in giovane età sotto la guida del pittore Ego Bianchi per poi iscriversi, intorno ai quarant’anni, alla Libera scuola del nudo dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. La svolta verso la scultura arriva grazie all’incontro con Milani, di cui diventa dapprima allievo e poi stretto collaboratore. Fra i primi artisti a far parte del Club Amici dell’Arte nel 1975, Filippini era tra i decani dell’arte ferrarese. Numerose le mostre, sia personali che collettive, alle quali ha partecipato sia alla Galleria Il Rivellino che in altre sedi, portando con sé uno stile personalissimo, che mescolava l’attenzione alle regole della tradizione e il piglio innovativo tipico dell’artista intelligente e visionario. La nostra città e il suo variegato mondo culturale perdono non solo un prolifico e determinante autore, ma anche un amico fidato e discreto, che sapeva definire e trasmettere le sue idee con bontà e gentilezza. Il Club Amici dell’Arte è vicino alla famiglia e si unisce al lutto in questo momento per noi tutti particolarmente triste».
l’ultimo saluto
Filippini prima di entrare nella casa di riposo abitava in via Boiardo, dove aveva trasformato l’appartamento in un vero e proprio mondo d’arte, fra quadri e sculture in terracotta. Oltre che artista, si può definire copista e restauratore. Amante della montagna, delle escursioni e passeggiate, usava spesso l’arco alpino come soggetto delle sue opere. Filippini, che non si era sposato, lascia diversi nipoti, oltre ai tanti amici che nel corso di questi decenni ne hanno apprezzato competenza e modi garbati. I funerali si svolgeranno venerdì alle 10.45 nella chiesa di via XXV Aprile, per poi proseguire alla Certosa per la cremazione. —
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