La Nuova Ferrara

IL RITORNO 

La riapertura del teatro diventa Rinascimento Così l’Abbado risorge dalle ceneri del Covid

Samuele Govoni

Il Comunale punta su memoria, musical ed eccellenze locali Resca: «Orgogliosi del brand, vogliamo giocare in serie A»

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Riaprire non basta, bisogna rinascere. Mario Resca, presidente della Fondazione Teatro Comunale Ferrara, ha le idee chiare sull’Abbado e vuole spingere al massimo le potenzialità del gioiello cittadino per far crescere il brand e «giocare in serie A», anzi, «in Champions League». Ieri mattina sono state presentate la rassegna estiva e la mostra La pelle del teatro. Il coronavirus, il lockdown e la brusca interruzione delle stagioni hanno costretto la “macchina teatro” ad uno stop. Una pausa ai box che è stata anche occasione di confronto e lavoro.

«Cominciamo con uno spettacolo dedicato a un genio del Rinascimento e proseguiamo con La Resurrezione di Händel, cos’hanno in comune queste scelte? La rinascita. Questo – spiega Resca – è un percorso che intraprendiamo e vogliamo che i ferraresi camminino con noi. Vogliamo far vedere alla città che ci siamo. Abbiamo riaperto le porte, passando si potrà guardare dentro e vedere l’atrio. Siamo presenti e orgogliosi. Crediamo nel nostro marchio e meritiamo spettatori, clienti e contributi».

LA RASSEGNA ESTIVA

Per il rilancio post coronavirus l’Abbado ha creato “Estate a teatro”, cinque appuntamenti che accompagneranno il pubblico fino a settembre. Dopo Leonardo di e con Vittorio Sgarbi andato in scena ieri sera, si procederà con La resurrezione di Georg Friedrich Händel (1, 2 e 3 luglio alle 21), seguita da “Jeckyll & Hyde” (10 e 11 luglio, ore 21). A settembre si tornerà in sala per Buon compleanno maestro!, omaggio del Comunale Abbado al tenore Claudio Barioni (6 settembre, ore 21) e infine, l’11 e 12 settembre alle 21, andrà in scena L’elisir d’amore. «C’è un filo che collega questi spettacoli – spiega Marcello Corvino, direttore artistica del cartellone – ed è quello della ferraresità. Vogliamo puntare sulle nostre produzioni, sulle nostre eccellenze ed è per questo che in ogni appuntamento ci sarà una componente locale. Stiamo lavorando a progetti made in Teatro Comunale e cercheremo giovani talenti; siamo aperti a tutto quello che è bellezza, intelligenza e cultura». Su territorio e Rinascimento punta anche l’assessore alla cultura di Ferrara, Marco Gulinelli, che dice: «Sapevamo che sarebbe arrivato il momento di riaprire e ci siamo impegnati per farci trovare pronti, il lavoro di squadra paga e i risultati che stiamo ottenendo ci danno ragione. Ferrara non ha bisogno di rinascere, Ferrara è il Rinascimento e passo dopo passo andiamo avanti insieme».

LA MOSTRA

Tra brand, marchi e identità ci ha pensato Marino Pedroni a parlare di anima. Sì perché il teatro è anche e soprattutto questo e non va dimenticato. Il direttore artistico dell’Abbado ha curato La pelle del teatro. Sguardi diretti e inconsuete trame, mostra di locandine e manifesti storici attraverso cui si ripercorrono alcune delle tappe fondamentali del teatro cittadino. «Lo spettacolo non muore a fine replica, continua a vivere attraverso i manifesti e le foto di scena. Il nostro archivio conta 3.115 articoli e per questa esposizione ne abbiamo selezionati un centinaio», spiega Pedroni. Il principio cardine che ha guidato lui, Bruna Grasso e Alessandra Taddia nella scelta delle locandine, è stato quello dell’individuazione di progetti grafici che portano la firma di artisti visivi. Il percorso si snoda in più ambienti e spazi. «Perché La pelle del teatro? Per rimettere al centro le relazioni e i contatti umani che il coronavirus ci ha negato». —



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