Marani nuovo presidente del Centro per il libro La scelta di Franceschini
Sarà il tresigallese Diego Marani il nuovo presidente del Centro per il libro e la lettura (Cepell) di Roma e a sceglierlo è stato il ministro Dario Franceschini, poiché ha dimostrato negli anni di conoscere a fondo le esigenze del settore. Oltre a lui, il ministro ferrarese ha nominato Romano Montroni presidente del comitato scientifico del medesimo istituto. Secondo Marani, l’esempio in famiglia e la sensibilità delle istituzioni, unite a misure avvedute di mercato risolleveranno, se costanti, il destino dei lettori e le sorti di una comparto economico che la pandemia ha messo in ginocchio.
LA MISSIONE
«Dipende tutto da noi e dall’interesse che riusciremo a vivificare intorno ai libri – motiva lo scrittore e interprete tresigallese – e credo fermamente che per sostenere la diffusione della lettura si debba recuperare la professionalità del libraio, riportando il mestiere a una concezione artigianale. Instaurare un rapporto di fiducia tra lettori e librai, sia indipendenti che dipendenti di catena, può fare la differenza. Nella marea di titoli che escono ogni giorno la figura del libraio può indirizzarci, partendo proprio dalla conoscenza del suo pubblico».
D’altronde “un libro è un libro”, rimarcava il motto che Marani ha condiviso con Franceschini nel 2014 durante la battaglia a Bruxelles per equiparare le tasse tra carta stampata e supporto digitale. «Educazione e istruzione devono procedere di pari passo, perciò famiglia e scuola contano tanto. Quando la sera leggi una favola a tuo figlio crei un momento di intimità, una vicinanza con lui che va oltre qualsiasi domanda sulla giornata appena trascorsa. E sono le piccole prassi quotidiane a cucire l’abitudine alla lettura nei nostri ragazzi. Non c’è alcunché che la scuola possa fare se manca la consapevolezza intorno: leggere è altro rispetto a interrogare uno schermo. Leggere esercita all’astrazione – precisa – indispensabile per inventarsi un domani».
I LIBRI
E quando si comincia non si smetterebbe più, perché leggere libera gli individui dalle rispettive routine; che si tratti di operai, baristi o dirigenti aziendali, la lettura rivela la distanza tra sé e gli altri, apre gli occhi al mondo e ci mostra la realtà in prospettiva. —
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