Omaggio ad Antonioni Apre “...E allora ridi” Così il Grisù riparte nel segno del cinema
L’esposizione a Ferrara è visitabile da oggi fino all’autunno Malinconia e incomunicabilità nelle opere in via Poledrelli
La tristezza nelle opere di Michelangelo Antonioni assume spesso e volentieri la forma di una malinconia dolce, di uno struggimento sordo, di un passato che riecheggia nelle parole e sui volti dei personaggi. Due artiste, Elisa Leonini e Sara Dell’Onze, riflettono su questo nell’esposizione “…E allora ridi”, che inaugura oggi alle 18, nella Green Lobby di Factory Grisù a Ferrara.
POST LOCKDOWN
Quella in via Poledrelli 21 sarà in assoluto una delle prime in città dopo la fine del lockdown. Un “primato” quasi dovuto dato che avrebbe dovuto inaugurare il 29 febbraio scorso, se il timore – fondato – dell’imminente chiusura degli spazi pubblici non avesse convinto artiste e organizzatori a rimandare. Venendo al tema della mostra, si tratta di un’installazione site specific realizzata a quattro mani, in parte già presentata nell’autunno del 2012 al Torrione San Giovanni, sede del Jazz Club, in occasione del centenario della nascita del regista ferrarese.
LA MOSTRA
Allora il progetto espositivo si intitolava “A volte rido lo spazio di una notte”, mentre la mostra di Grisù, che vede l’aggiunta di alcune opere inedite, sembra appunto una risposta al titolo precedente. E così, in parte, è. Infatti, le opere esposte – sia su carta sia stampe su legno o su tessuto, oltre a un video – riprendono fotogrammi e brani delle sceneggiature di quattro pellicole del Maestro: “La notte”, “Deserto Rosso”, “Il grido” e “Il filo pericoloso delle cose” (episodio di “Eros”). Il nuovo titolo e parte del precedente riprendono un dialogo fra due dei tre protagonisti de “Il filo pericoloso delle cose”, Cloe e Christopher: “…dato che non voglio sentirmi triste… a volte rido, senza motivo”, dice lei, mentre lui risponde: “Allora ridi!”.
INCOMUNICABILITà
Un tentativo coraggioso ed enigmatico di riflettere sul tema dell’incomunicabilità – così caro ad Antonioni – scomponendo e ricomponendo brani dei dialoghi, frammenti visivi, proponendo nuovi significati e invitando il visitatore a fare altrettanto. «È una mostra importante – spiega Leonini –, anche per dare un segnale di ripartenza alla città, a Grisù e all’arte stessa, così penalizzata da questa emergenza». Fra l’altro quest’anno ricorrono anche i 25 anni di “Al di là delle nuvole”, film che segnò il ritorno in città di Antonioni accompagnato dall’amico e collega Win Wenders.
LA LOCATION
La scelta della Factory Grisù, tra l’altro, dipende anche dal fatto che, fra le varie attività presenti all’interno dell’ex caserma dei vigili del fuoco, c’è anche la Scuola d’Arte Cinematografica “Vancini”. «Per questo – prosegue Leonini – volevamo dare un valore aggiunto agli allievi della scuola, proponendo loro una visione ampliata, e differente, sul mondo del cinema». La mostra dovrebbe rimanere a Grisù sino alla fine dell’anno o perlomeno fino a settembre – ottobre, per organizzare eventuali visite guidate per le scuole e coinvolgere anche i giovani e i giovanissimi in quel mondo fatto di dialoghi muti, incomunicabilità e delicatezza che è il cinema di Antonioni. Per informazioni e dettagli: www.saradellonze.com. —
Andrea Musacci
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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