La Nuova Ferrara

NUOVE USCITE  

Scrittori al tempo del coronavirus Dalla crisi la possibilità di riscatto

m.b.
Scrittori al tempo del coronavirus Dalla crisi la possibilità di riscatto

Solitudini, difficoltà, rinascite e nuove frontiere da raggiungere e pubblicare Di Cesare, Barbujani, De Simone e Pazzi si sono misurati con la pandemia

3 MINUTI DI LETTURA





Braccata dal virus la nostra società si è illuminata nel buio, rivelandosi anche se per poco una comunità di solitudini. Durante la cosiddetta “fase 1” ognuno era solo dentro casa, tra le sue quattro mura, ma al contempo connesso agli altri giorno e notte. La privazione del contatto altrui, potendoci scrutare soltanto dalle finestre, unita al martellamento incessante dei media, unico sguardo sul mondo, ha incrementato le nostre paure, mentre il rischio constante del contagio ci ha spinto a limitare progressivamente le piccole libertà quotidiane, mettendone in discussione persino la legittimità.

TEMPO DI RISCATTO

Ma come argomenta la docente Donatella Di Cesare in Virus sovrano? L’asfissia capitalistica (ed. Bollati Boringhieri), ogni crisi contiene già la possibilità di un riscatto, specialmente adesso che la battuta di arresto ha imposto un freno ai ritmi fomentati dal mercato, a un’accelerazione che sembrava oramai senza fine e che stava snaturando il rapporto stesso con la realtà. La concezione di identità individuale si è così sgretolata davanti all’appartenenza a un organismo collettivo e stratificato nel tempo, beatamente polimorfo e contraddittorio, ha spiegato Guido Barbujani nel Nuovo dizionario affettivo della lingua italiana (ed. Fandango). Le reazioni dei singoli sono state le più disparate: c’è stato chi si è barricato nella sua proiezione ideale, quasi fatata, e invece chi si è messo a completa disposizione del prossimo. Dal canto loro, alcune case editrici virtuose hanno trattenuto le testimonianze dalla strada per lasciarne traccia e per immagazzinare esperienze coraggiose.

IL TEMPO RITROVATO

Nel frangente in cui l’idea di solidarietà attiva basata sulla vicinanza non è più bastata, la voce, il pensiero e le emozioni hanno sostituito il contatto fisico. Di questa trasformazione, seppure temporanea, si nutre Diario di un tempo ritrovato (ed. Minerva), che raccoglie in ebook 46 autori a sostegno del policlinico Sant’Orsola Malpighi, dell’ospedale Bellaria e dell’ospedale Maggiore di Bologna.

«Dobbiamo tornare ma diversi, altrimenti la prossima volta non sarà solo una fermata, ma la fine. Mi fa male sentire i più rassegnati fra i miei amici dirsi che appena tutto finirà torneremo tutti cattivi come prima… eppure in un angolo della mente, sento che potrebbe essere così», ammette Roberto Pazzi ne La grazia della fermata e lo fa abbandonando la grammatica dei gesti per lasciare libera sul foglio la sua sensibilità. D’altronde, l’incessante sete di felicità che ci mantiene vivi non può continuare a fondarsi su possesso, accumulo e culto dell’apparenza. Attenzione, però, lo scrittore estense non intende colmare il silenzio tombale che ha dominato le piazze per settimane, ma dissolverlo ripartendo dall’uso del linguaggio e dalla sua capacità curativa, ovvero l’aderenza nei confronti di ciò che proviamo.

#IOSTOACASA

Parole quali “pandemia”, “lockdown”, “quarantena” e “distanziamento sociale” non fanno più parte solamente della fantascienza, ma hanno cominciato a caratterizzarci. L’iniziativa letteraria delle Edizioni Pendragon ha preso il vento da una vera e propria staffetta solidale: sono 110 gli scorci che compongono #iostoacasa. Racconti dal marzo 2020, selezionati da oltre 850 testi pervenuti all’editore in meno di un mese, il più crudele. Tuttavia il lume della speranza, talvolta segnato da frasi disperate, è passato di penna in penna e i diritti d’autore ricavati dalla vendita del volume andranno in beneficenza. «Bisogna riconoscerlo agli antropologi. A Conte nei suoi appuntamenti serali. Alle celebrities, agli influencer, ai sociologi, giornalisti, scrittori. Questo virus sta cambiando le abitudini degli italiani».

Inizia così La lotta della spazzatura della ferrarese Giovanna De Simone, che con sarcasmo sdrammatizza pungente su una sorta di prigionia familiare. Una situazione schiacciata tra dibattiti in tv e discussioni domestiche che rifugge il solito parlare sensazionale. —

m.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google