La Nuova Ferrara

Storie e leggende nella Valle del Po Il Grande Fiume si discende al Pac

VALENTINA BACILIERI
Storie e leggende nella Valle del Po Il Grande Fiume si discende al Pac

A Ferrara 42 opere già esistenti o realizzate per l’occasione Gulinelli: così attraversiamo cinema, letteratura e fotografia

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Dalla sorgente alla foce, 652 chilometri di acqua e di terra. Luoghi, storie, tradizioni, leggende e vite corrono lungo il Grande Fiume ed è a questo sussidiario di vicende, racconti e panorami che è dedicata “Pittori fantastici nella Valle del Po”, la mostra visitabile da oggi al 26 settembre al Pac di Ferrara (corso Porta Mare, 5). Quarantadue artisti geograficamente associati dall’appartenenza a quella che Mario Soldati definiva “Valle del Po”, l’intero bacino dal Monviso al Delta, non interamente Pianura Padana per via del montagnoso tratto iniziale.

IN PARETE

Le opere, alcune già esistenti e altre nate appositamente per questa rassegna, sono state realizzate da quarantuno pittori e uno scultore; tutti viventi. «La mostra va oltre l’aspetto grafico, attraversando la storia del cinema, la letteratura e la fotografia», ha affermato Marco Gulinelli, assessore alla cultura del Comune di Ferrara. Infatti città, paesi, ponti, chiese, parchi, risaie, pesci, santi patroni, personaggi di Ovidio e di Ariosto trovano uno spazio pittorico nella vita moderna. La mostra, curata da Camillo Langone e Lucio Scardino vuole dare voce «all’arte del nostro tempo e del nostro spazio».

passato e presente

«“Pittori fantastici nella Valle del Po” mette in risalto – hanno detto i curatori – la fantasia di quarantadue artisti fantastici, qualunque sia l’accezione che vogliamo dare a questo aggettivo. È molto più di una mostra genericamente italiana, o ancor più genericamente internazionale: è la mostra dell’arte peculiarmente padana». Il fatto che la città di Ferrara e la sua tradizione pittorica siano diventate centrali nella Storia dell’Arte universale si lega al 1933, dove si decise di fare una mostra sulla pittura ferrarese del Rinascimento. Quella mostra genera il capolavoro critico letterario della storiografia artistica del Novecento, ovvero “Officina Ferrarese”, è il pensiero espresso da Vittorio Sgarbi all’inaugurazione di ieri che ha ricordato il ruolo cruciale del critico e accademico italiano Roberto Longhi. “Pittori fantastici nella Valle del Po” si ricollega a quell’esperienza; la città infatti si propone di riattivare il «glorioso policentrismo padano», oggi sofferente per la fortissima attrazione esercitata da Milano, attraverso grandi artisti che si affacciano sulle rive del Po e cominciano a dipingere.

«È indubbio vi sia una matrice linguistica che accompagna l’allestimento curato da Camillo Langone – ha aggiunto l’assessore –, questa va cercata in quell’area geografica che porta a termine un grande affresco: “Il Po e il suo Delta”. Una mostra che parla di umanità, di storia di uomini e di uomini nelle cose. Un evento espositivo che sottolinea l’importanza assoluta dello spazio culturale di un territorio geografico chiamato Padanìa».

ingressi contingentati

La mostra è visitabile da oggi al 26 settembre dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.30. L’ingresso (da 3 a 5 euro) è consentito a 18 persone ogni 30 minuti. —

VALENTINA BACILIERI

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