La Nuova Ferrara

domani a vigarano mainarda 

Guerra tra cinema, poesia e terra «Tonino difendeva la bellezza»

Samuele Govoni
Guerra tra cinema, poesia e terra «Tonino difendeva la bellezza»

La serata del Gruppo dei 10 sarà dedicata all’autore romagnolo. La vedova: con lui la noia non esisteva

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«Come Ulisse che dopo i suoi viaggi tornò a Itaca, anche Tonino dopo una vita in giro tornò nella sua Romagna». Per Lora Guerra, vedova del poeta e scrittore romagnolo, l’autore racchiudeva in sé qualcosa di eroico, anzi, di epico. Delle sue passioni e della loro vita insieme parlerà domani sera allo Spirito di Vigarano Mainarda (via Rondona) durante la prima serata della rassegna organizzata da Il Gruppo dei 10.

I due si conobbero in Russia, nel 1975, e da allora non si lasciarono più. «Tonino in quel periodo era in viaggio con Michelangelo Antonioni», ricorda Lora con un sorriso. Si sposarono due anni dopo. Da San Pietroburgo si trasferì per amore a Sant’Arcangelo, in quella terra in cui vive tuttora custodendo la memoria del marito scomparso nel 2012. «Quando Tonino lasciò il cinema tornò a casa per dedicarsi ai suoi componimenti ma anche alla pittura e all’artigianato. Gli piaceva lavorare con le mani costruire mobili, modellare il ferro, creare, ideare, progettare. Ogni giorno era un’avventura: con lui non ci si annoiava mai», continua la donna. Nato nel 1920, autore e coautore di sceneggiature e film che hanno lasciato un segno indelebile della storia del cinema, Guerra non dimenticò mai le sue radici, il contatto con la terra e le cose semplici.



E domani sera, proprio per celebrare l’uomo e l’artista a cento anni dalla sua nascita, il Gruppo dei 10 ha organizzato “Lo spirito dell’albero”, un titolo tutt’altro che casuale. «Amava le cose semplici e la bellezza. Nel corso della sua vita, fino all’ultimo, ha cercato di difenderla e diffonderla. Anche la natura - racconta Lora -, Tonino diceva che abbiamo perso la devozione per la Terra, aveva ragione. Dobbiamo tornare a rispettarla, a curarla».



Da tutti e da sempre riconosciuto come il cantore delle cose semplici, Guerra ha saputo raccontare l’animo umano sia attraverso i suoi versi sia attraverso film come “L’avventura”, “Blow Up”, “Amarcord”, “Matrimonio all’italiana” e “Il caso Mattei”. Anche se l’elenco è molto più lungo questi bastano a rendere l’idea. Cantore della vita, il poeta era altruista per vocazione, «era generoso con tutti». Anche dopo il suo ritiro dalle scene la casa di Sant’Arcangelo continuò ad ospitare cineasti e intellettuali come Rosi e i fratelli Taviani. «Questo è un periodo tremendo e a Vigarano non andrò per festeggiare ma per fare memoria, per tenere accesa e viva la fiamma di Tonino. Dobbiamo tornare a leggere le sue poesie, a condividere e ricordare, non per nostalgia ma per il futuro. È questa per me - conclude - la cosa più importante».

Ingresso dalle 20. Info e prenotazioni: 339.4365837. —



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