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Le storie racchiuse nelle opere d’arte A Ferrara la pittura diventa narrazione

Ines Ammirati
Le storie racchiuse nelle opere d’arte A Ferrara la pittura diventa narrazione

I Portaroli del Pitocchetto da Brera alla città estense: «Puntiamo all’analisi dettagliata delle opere»

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In un mondo sempre più veloce, lo sguardo rallenta in “Guardami! Sono una storia… I Portaroli del Pitocchetto”, prima di una serie di tre mostre dossier ospitate dalla Pinacoteca Nazionale di Ferrara a palazzo dei Diamanti (corso Ercole I d’Este) tra luglio 2020 e marzo 2021. Nata dalla collaborazione tra la Rete dei Musei Nazionali – in particolare la Pinacoteca di Brera, le Gallerie Nazionale di Arte Antica e i Musei Reali di Torino – le Gallerie Estensi e il Dipartimento di Studi Umanistici di Unife, “Guardami! Sono una storia...” vuole essere un invito rivolto allo spettatore a scoprire un nuovo modo di vivere l’incontro con l’arte. Spiega Martina Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi: «Con queste mostre vogliamo proporre la pittura come narrazione. Le mostre sono incentrate su dipinti importanti della storia dell’arte e sono nate per far apprezzare al pubblico l’analisi dettagliata delle opere».

LE PRIME OPERE IN MOSTRA

In questa prima mostra, visitabile da oggi al 4 ottobre, saranno due i grandi capolavori protagonisti, i due Portaroli realizzati negli anni Trenta del Settecento da Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto, e provenienti dalla Pinacoteca di Brera, la cui esposizione è stata curata in prima persona da un gruppo di studentesse dell’università di Ferrara. In occasione del progetto, studiosi e professionisti dei beni culturali infatti hanno lavorato fianco a fianco con le giovani studentesse, in un clima di sinergia e scambio reciproco di consigli e opinioni che ha portato alla realizzazione di una mostra nuova dove tutti, dai realizzatori ai fruitori, hanno l’occasione di apprendere qualcosa di nuovo. Attraverso l’utilizzo di video di approfondimento e testi scientifici gli ideatori guideranno lo spettatore in un viaggio nello stile, la storia e il rapporto con la tradizione artistica, proponendo un’inedita attualizzazione dei due giovani pitocchi, i ragazzi di strada impiegati in umili lavori da cui l’artista prese il celebre soprannome.

TRA FERRARA E BRERA

“Guardami! Sono una storia...” diviene quindi un nuovo modo di vivere l’arte in cui lo scambio di materiali, idee ed esperienze alla pari diviene sempre più centrale. Come sottolinea infatti James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera, «l’importanza della collaborazione è qualcosa che non occorre mai dare per scontato, soprattutto quando si parla di una mostra in cui ogni scelta è frutto di uno scambio, di un dialogo. Ciò che avete fatto qui spero davvero che possa essere il futuro: un futuro in cui non avremo più spettatori nei musei, ma utenti, fruitori e in cui il museo non sia più un’esperienza casuale di 6 secondi, ma una vera esperienza trasformativa». —

Ines Ammirati

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