Trent’anni di Giullari Nuovo album e live per una lunga storia: «Amicizia e passione»
La band celebra l’anniversario con un disco atteso dai fan «La priorità è il rock: quando serve noi ci siamo sempre»
Se dici Giullari pensi subito a una band dell’area del Copparese (in realtà i fondatori sono di Ruina) che assicura da anni musica rock pura, sia cover che brani originali. Ebbene, in questo strano 2020 i Giullari sono arrivati a celebrare 30 anni di musica e per farlo hanno scelto due strade, un nuovo disco e una serie di serate live, a partire da quella speciale di venerdì al Pacero di Occhiobello.
Procediamo con ordine, ovvero da quei tre amici di Ruina che a fine anni ’80 decidono di mettere su una band, nata ufficialmente nel 1990. «Eravamo tre amici in un piccolo paese - ricorda il bassista Mauro Pavani, tra i fondatori con i chitarristi Marco Felix e Nicola Caleffi -, dove c’erano poche cose da fare. Avevamo in comune la passione per la musica e mettemmo su la band. L’idea del nome Giullari fu di Marco, io avevo pensato a cose più strane. Siamo stati tra i primi a fare un vero e proprio spettacolo, con canzoni in italiano».
varie fasi
I Giullari hanno attraversato momenti diversi, sia dal punto di vista musicale che nell’organico. I punti fermi in questi trent’anni sono stati Pavani e Felix, mentre Caleffi è uscito nel ’96 e alla batteria vi sono stati diversi cambi, da Valerio Quaranta a Francesco Falciano fino a Paolo Cazzanti (dal ’97 al 2005), sostituito da Geppo Beltrami tuttora in gruppo assieme al tastierista Samuele Seghi (dal 2006).
Ma i Giullari, come detto, hanno vissuto anche diverse fasi musicali: «Prima facevamo solo brani nostri, poi si è deciso di iniziare a fare delle cover dei grandi gruppi rock come Ac/Dc, Gun’s e Led Zeppelin - spiega Felix -, allora non c’erano tutte queste tribute band. Ad inizio anni 2000 avevamo due repertori, il nostro e le cover, potevamo proporre due tipi diversi di spettacolo».
amicizia
Da non professionisti della musica resistere trent’anni non dev’essere stato semplice. «Ma più o meno siamo sempre rimasti qui, chi ad Alberone e chi a Polesella, mentre Geppo abita a Taglio di Po e Samuele a Mesola. Alla base di tutto ci sono l’amicizia e la passione per la musica. Molte band di nostri amici magari si sono sciolte e poi tornate insieme, per noi invece la musica è sempre stata la priorità e quando era il momento di fare qualcosa di nuovo c’eravamo, sempre».
Il coronavirus ha tardato l’uscita del nuovo disco, «anche se - spiega Geppo - durante il lockdown abbiamo suonato qualcosa, ognuno a casa propria poi ci ha pensato Marco a mixare il tutto. Ma abbiamo tanta voglia di tornare a suonare dal vivo».
Il disco («atteso dai fan») si intitola Giullari 3.0 e raccoglie brani storici, cover registrate dal vivo e un nuovo inedito. E se lo scorso 3 luglio i Giullari hanno inaugurato proprio al Pacero la rassegna “Pizzamusiclive”, la serata più attesa è “Rock legend” di venerdì con tanti amici del panorama musicale ferrarese sul palco con i Giullari. Ma non mancheranno i live di presentazione del nuovo disco, a esempio il 18 agosto in un luogo simbolo per i Giullari, lo Scaramouche di Gradizza, mentre il 21 agosto saranno alla Festa del riso di Jolanda, «25 anni dopo!». —
d.b.
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