La Nuova Ferrara

Una saga familiare che parla di migranti Quando il primo libro è già un successo

Davide Bonesi
Una saga familiare che parla di migranti Quando il primo libro è già un successo

Ad “Autori a Corte” via web dal Connecticut l’autrice Grames «Una storia di fantasia che è un omaggio a tutte le nonne»

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Bel colpo per la rassegna letteraria ferrarese “Autori a Corte”, che nella versione on web domani può contare su un’anteprima nazionale assoluta, il collegamento con gli Stati Uniti con Juliet Grames, autrice del romanzo Storia di Stella Fortuna che morì sette o forse otto volte (Harper Collins). Nipote di italiani, l’autrice è nata a Hartford, nel Connecticut, editor da 10 anni alla Soho Press, è all’opera di debutto, una saga familiare di 576 pagine che ha già avuto un notevole successo negli Stati Uniti e da giovedì sarà disponibile nelle librerie di tutta Italia.



Quest’anno “Autori a Corte” punta dunque sui collegamenti on line sulla piattaforma Stream Yard, sul canale Youtube del Consorzio Eventi editoriali e sulla pagina Facebook ufficiale “Autori a Corte”. Alle 20 Filiberto Tartaglia e Paolo Giaretta presentano Viritaly, a seguire, dalle 21.15, la Grames dialoga con Bianca Rita Castaldi.

Storia di Stella Fortuna che morì sette o forse otto volte ha ricevuto ottime recensioni di alcune fra le principali testate americane, dal Washington Post a Time, per arrivare a Forbes. La storia è quella di tanti giovani italiani emigrati negli stati Uniti a cavallo del secondo dopoguerra, per tentare fortuna in un mondo nuovo e per dimenticare la guerra. «I miei nonni sono emigrati dal Molise e dalla Calabria, si sono sposati negli States - racconta la Grames alla Nuova Ferrara -; io di fatto sono cresciuta con mia nonna e la mia prozia, sua sorella. La loro è una storia strana, legatissime da sempre, solo che mia nonna ha avuto tanti figli, sua sorella nessuno, così di fatto mia mamma e i suoi fratelli avevano due mamme. Poi un giorno mia nonna si ferì alla testa, il medico disse che c’era nulla da fare, ma la mia famiglia decise per un intervento e per miracolo mia nonna si risvegliò dal coma, solo che da allora e per trent’anni non ha più parlato con la sorella».



Il legame della piccola Juliet con nonna e prozia era talmente forte, che appena ne ebbe la possibilità si mise ad indagare sul perché della decisione della nonna, quale causa potesse esserci alla base. «Ho iniziato a scrivere i loro racconti di vita con l’idea di una biografia, per onorare la loro vita, le difficoltà incontrare da queste persone quando sono arrivate dall’Italia, senza sapere l’inglese. Nel 2014 per la prima volta sono venuta in Italia e nel 2018 ho fatto il primo viaggio a Ievoli Marina, il paese calabrese di mia nonna. Nessuno mi conosceva, eppure mi hanno riempita di regali e per una settimana sono stata ospitata da un mio secondo cugino. È stato bellissimo. Poi al posto della biografia ho inventato una storia di fantasia, ma che riprendeva il tema dell’emigrazione dall’Italia con una dedica alle nostre nonne fraintese, difficili ma coraggiose».

Tema dell’emigrazione sempre attuale, specie negli Usa: «È un punto importante e mi spiace che tanti abbiano dimenticato che tutti più o meno siamo figli di emigranti. Noi per gli americani un secolo fa eravamo solo crimine, mafia e violenza e adesso siamo noi a odiare i nuovi migranti: con le restrizioni odierne mia nonna non sarebbe venuta qui...». —



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