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Il teatro si fa all’aperto «perché la gente ha voglia di eventi» Ballantini è Petrolini

KATIA ROMAGNOLI
Il teatro si fa all’aperto «perché la gente ha voglia di eventi» Ballantini è Petrolini

Domani a palazzo Bellini lo spettacolo del noto trasformista «Un omaggio a chi ha dato vita alla comicità all’italiana»

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Pittura e comicità attraverso l’arte dell’imitazione accompagnano sin dall’adolescenza Dario Ballantini, il celebre imitatore, portato alla notorietà grazie al tg satirico “Striscia la Notizia”, che domani sera calcherà il palco della nuova arena di palazzo Bellini (300 posti a sedere), in via Agatopisto a Comacchio.

Dopo il lockdown, domani si rialza il sipario sulla rassegna “Comacchio a teatro”, diretta da Massimiliano Venturi, grazie allo spettacolo “Ballantini e Petrolini” dell’attore livornese.

La programmazione estiva parte a scoppio ritardato a causa del Covid 19, ma per Ballantini «l’arte deve andare avanti - racconta alla Nuova Ferrara -. Si lancia così un messaggio di fiducia, importante. Il 14 luglio ad Albenga ho ricominciato in un campo sportivo, con tanto di maxi schermo e durante l’estate vado avanti con un programma che prevede la presenza del pubblico distanziato. Non è come in un teatro al chiuso, ma si percepisce la voglia del pubblico di selezionare eventi di qualità, stando insieme, all’aperto, dopo mesi passati al chiuso delle proprie case».

i personaggi

Reso celebre dall’imitazione dello stilista Valentino, personaggio a cui Ballantini è tuttora molto affezionato, l’imitatore livornese nella sua lunga carriera ha indossato i panni di tantissimi big del mondo dello spettacolo, da Gianni Morandi a Vasco Rossi, «imitazioni che propongo spesso negli spettacoli di piazza», da Lucio Dalla, sino a Gino Paoli, «con cui ho raggiunto l’apice, ma anche Giuseppe Conte va fortissimo», passando per Nanni Moretti e papa Francesco. «Con alcuni personaggi ci devo lavorare di più – sottolinea Ballantini –, come è avvenuto con Matteo Salvini, suggerito da Antonio Ricci, ma quando non ci arrivo d’istinto, ci metto la tecnica».

Dopo l’esordio nel 1983, a soli 19 anni, nel programma “Ciao Gente” condotto da Corrado, che definisce «un mostro sacro», Ballantini - imitatore ancora in erba -, al cospetto di grandissimi del calibro di Raimondo Vianello e Sandra Mondaini ha dovuto rimboccarsi le maniche, ripartendo da zero, affrontando una lunghissima gavetta. Nel frattempo, ha messo in luce il suo talento per la pittura, attività che ancora oggi porta avanti con passione e consensi. «Dipingo da 40 anni ed è un’attività che non ho mai abbandonato – assicura l’imitatore livornese –, e anzi proprio ora sto organizzando una mostra antologica nella mia città».

a comacchio

Per lo spettacolo in scena domani sera, gli abbonati alla rassegna invernale di Comacchio a teatro possono beneficiare dei posti riservati e numerati, ma «la capienza è stata ampliata – commenta il direttore artistico Massimiliano Venturi –, per permettere l’accesso anche a nuovi spettatori, vista la capienza dell’arena all’aperto, superiore a quella della sala polivalente San Pietro. Ripartiamo in piena sicurezza, con un progetto reso possibile grazie alla disponibilità degli artisti e dell’amministrazione comunale di Comacchio, oltre a quella dei partner coinvolti».

Domani Ballantini proporrà un suo lavoro omaggio a Petrolini, «la base di partenza della comicità italiana – precisa l’attore –, sempre molto attuale, che ha anticipato la comicità di oggi».

Ballantini - che nella nostra provincia ha già presentato questo spettacolo lo scorso ottobre al teatro De Micheli di Copparo - interpreterà alcuni fra i personaggi più celebri fatti da Petrolini, ovvero Gigi il Bullo, Salamini, la Sonnambula, Amleto, Nerone, Fortunello e, soprattutto, il celeberrimo Gastone.

prossimi progetti

Alla domanda sui possibili terreni di incontro e di conciliazione tra la pittura e l’imitazione, Ballantini non ha dubbi sul loro stretto connubio, perché «l’arte è una cosa innata ed entrambe sono espressioni artistiche. Da ragazzino mi preparavo gli spettacolini, realizzando i bozzetti dei personaggi, le parrucche ed effettuavo studi coreografici».

Restano diversi progetti da estrarre dal cassetto dei sogni, come quello con Max Tortora: «Io farei Gino Paoli e lui Ornella Vanoni. Lo stimo - conclude -, ma forse sinora non è ancora decollato perché apparteniamo a due club diversi». —

KATIA ROMAGNOLI

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