Torna l’Attore Sciamano Due giorni con il Nucleo tra palcoscenico e parco
Una ripresa che è una risposta a esigenze necessarie dell’oggi, come sempre nel caso di Teatro Nucleo, Compagnia che da oltre quarant’anni si occupa di ricerca e produzione, formazione e divulgazione teatrale mettendo al centro le persone e le loro urgenze. Oggi e domani, tra il teatro Julio Cortàzar e il parco Tito Salomoni di Pontelagoscuro a Ferrara, con la direzione didattica di Cora Herrendorf e Horacio Czertok, si lavorerà su incontro e distanza nel modulo intensivo di Attore Sciamano, la Scuola di formazione per l’interazione teatrale nel sociale di Teatro Nucleo.
ATTORE SCIAMANO
Già a giugno la scuola aveva riaperto le porte dopo alcuni mesi di chiusura per il lockdown, che rappresenta uno degli input – assieme alla necessità di tessere relazioni nuove – su cui Teatro Nucleo lavorerà con gli educatori, operatori sociali, psicologi e psicoterapeuti, pedagogisti, insegnanti, attori, registi, drammaturghi iscritti al percorso. I destinatari della scuola di formazione Attore Sciamano – che, dopo questo modulo intensivo, avrà sei nuovi appuntamenti mensili a partire da ottobre 2020 – sono infatti tutti coloro che credono nell’importante del teatro come strumento pedagogico.
FRATELLI GRIMM E Brecht
Incontro e distanza, in questo percorso che si realizzerà dopo un’attenta predisposizione del Teatro Julio Cortàzar alle normative di sicurezza vigenti e con ampio uso degli spazi aperti – dal parco Salomoni fino alla riva del Po – sono attraversati seguendo il filo rosso di Hansel e Gretel nella versione dei Fratelli Grimm. Quegli spazi aperti che fin dalla fondazione contraddistinguono l’opera e la poetica di Teatro Nucleo, che si rivolge alle persone nei luoghi in cui si s’incontrano e vivono. Esercizi di incontro è proprio la parte iniziale del modulo intensivo di Attore Sciamano di oggi e domani, che si focalizzerà anche su altri ambiti di forte attualità come la memoria emotiva, il rapporto tra distanza e comunicazione, la distanza e l’estraneità nella visione di Bertold Brecht, l’effetto di straniamento e l’osservazione dei conflitti, per concludersi quindi con il Cerchio, in cui il teatro si manifesta in tutto il suo valore antropologico di spazio di necessaria relazione. —
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