Sul bùrcio del nonno sognando la Vespa Un’estate a navigare tra passato e futuro
“Se l’acqua ride”, Malaguti e l’affresco di un mondo remoto Lo scrittore: «In Gambeto ho racchiuso aneddoti e ricordi»
È un mondo lontano ma vicinissimo quello narrato da Paolo Malaguti in Se l’acqua ride (ed. Einaudi). Il romanzo, infatti, non si limita a ripercorrere anni cruciali per l’Italia ma affonda le unghie nell’intimo dei suoi personaggi e dunque anche del lettore. Metà anni Sessanta, la fine di un’epoca e l’inizio di un nuovo corso. Le tradizioni e le usanze che hanno accompagnato persone e paesi per secoli, cedono il passo al boom che sta arrivando dalle città alle campagne.
Il bagno in casa, la Vespa, la barca a motore, la gita della domenica, i dancing, Mina, i Beatles e la voglia di scoprire nuovi orizzonti. Da un lato la vecchia generazione aggrappata alle usanze di sempre e restìa al progresso, dall’altro una nuova leva che, pur affascinata dal mondo antico, ha voglia di vedere cosa c’è fuori dal borgo natìo. In mezzo, quelli nati a cavallo tra le due guerre mondiali che non sanno bene cosa fare ma che, alla fine, rinunciano alla libertà dei campi e del fiume per la sicurezza e la stabilità della fabbrica.
Protagonista del romanzo di Malaguti è Gambeto, soprannominato così dal nonno Caronte perché alto e magro. Gambeto, adolescente che sopporta mal volentieri la scuola e che preferisce l’aria aperta e il mondo dei grandi, si imbarca con il nonno per passare un’estate come marinaio sulla Teresina; un vecchio bùrcio a vela tanto datato quanto romantico che attraversa i corsi d’acqua della pianura Padana consegnando merci e prodotti alle genti del fiume. È il 1966. Già un anno prima aveva fatto la stessa esperienza anche se con un ruolo diverso, minore. E con lui c’era anche il padre, a dargli man forte nei momenti di bisogno. Questa volta è solo, solo davanti alle ruvidezze del nonno e della vita. Le amicizie e l’amore restano in paese. Cosa ritroverà a fine estate? Anzi, chi sarà lui a fine estate? I giorni sul bùrcio scorrono rapidi o lentissimi, a seconda dell’acqua, del vento e del carico. La vita sul barcone segue i ritmi della natura e a dettare l’orario di lavoro non sono sirene o orologi ma albe e tramonti. Sempre in bilico tra Veneto ed Emilia, Gambeto e il nonno passano anche per Stellata e Bondeno. «Di chi sono queste voci? Sono stranieri?», chiede il ragazzo al nonno che risponde: «Ma quali stranieri? Quelli sono ferraresi!». I confini si intersecano, si intrecciano e si dissolvono lungo i corsi d’acqua. Le lingue e i dialetti cambiano e se per Gambeto essere un barcaro è qualcosa di avventuroso e “piratesco”, per altri è solo segno di povertà e arretratezza. Proprio a Bondeno, all’osteria diventata “bar da signori”, i due sfidano i ragazzotti del paese a colpi di salama e vino rosso. Toccano località sperdute, pugni di case e isole lontane. Per Gambeto Venezia e Trieste sono mete esotiche, lontanissime e forse anche un po’ irraggiungibili.
Poi arriva settembre. Le sgridate del nonno, barcaro di vecchio stampo, severo e burbero un po’ per indole e un po’ per abitudine, cessano. Gambeto torna a casa. Non è facile riabituarsi alla vita sulla terra ferma con le sue regole, le sue costrizioni e la sua monotonia. Il padre lo manda apprendista in un’officina meccanica, la scuola superiore non è cosa per lui. E neanche la Teresina. Il giovane Gambeto impara una lezione dura ma preziosa: per crescere bisogna sempre lasciare indietro qualcosa.
«Il romanzo è nato tra l’estate e l’inverno dell’anno scorso. Dopo aver letto due libri che parlano di fiumi, barche e mondi rurali, mi sono appassionato ai temi e li ho approfonditi. Mi interessava raccontare - spiega Malaguti - sia la crisi di una civiltà al tramonto sia i sogni e le aspirazioni di una generazione che si affacciava alla vita. Gambeto? Lui racchiude un po’ tutti noi. Ho attinto dalle mie riminiscenze, da quelle della mia famiglia, dalle mie memorie letterarie e dagli aneddoti di un vecchio barcaro che avevo intervistato».
Con Se l’acqua ride, libro emozionante, divertente e a tratti commovente, Paolo Malaguti consegna ai lettori un romanzo di formazione, un viaggio lungo il fiume che diventa anche un viaggio interiore alla scoperta di sé e della vita. —
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