La Nuova Ferrara

Il nuovo Abbado di Resca «Spettacoli più popolari e due occhi sul bilancio»

Fabio Terminali
Il nuovo Abbado di Resca «Spettacoli più popolari e due occhi sul bilancio»

Il presidente del Teatro Comunale di Ferrara sulla prossima stagione: «Aperti a giovani e famiglie, ma gli appassionati storici non temano» 

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L’INTERVISTA



Il genio di Leonardo da Vinci narrato con l’estro di Vittorio Sgarbi è servito per ripartire. Ma sul futuro del Teatro Comunale di Ferrara vigila la razionalità economica di un manager.

Lavora dietro le quinte, il presidente Mario Resca. Qualcosa fa già trasparire e scivolare sul palco. Occhio ai bilanci e un programma degli spettacoli meno “ingessato”, soprattutto.

A che punto è la preparazione della prossima stagione teatrale? L’autunno si avvicina.

«Lavoriamo a vista, come può immaginare. Pianificando quelli che saranno i cartelloni da settembre a dicembre e simulando possa mantenersi la situazione attuale, in termini di emergenza sanitaria. Ma ci sono piani B e anche C. Questo è il contesto di massima, poi c’è un’idea alla base della programmazione che vogliamo mettere in chiaro».

Sarebbe?

«Punteremo su spettacoli popolari, più caratterizzati da questo punto di vista rispetto a quelli cui storicamente Ferrara è abituata. Non temano gli appassionati di musica classica, lirica, opera e balletto. Questi appuntamenti rimarranno. Però dobbiamo parlare anche a un pubblico più vasto, ai giovani e alle famiglie».

Sulla base di quale esempio si può sviluppare questa svolta?

«Pensi al successo che abbiamo avuto dieci giorni fa con il musical Jekyll e Hyde. Mai visti così tanti giovani. Tutto esaurito nelle tre repliche: certo, potendo ospitare non più di 200 persone per volta. Ma il segnale è incoraggiante. Altra sperimentazione: poter vedere gli spettacoli solo dai palchi, dovendo togliere le sedie e con gli artisti in platea. Una nuova visuale, mi hanno detto in tanti, ed è piaciuta: non era scontato».

Un manager d’azienda alla guida di un’istituzione teatrale. Cosa cambierà?

«Massima attenzione al rapporto tra costi e ricavi, con entrambi gli occhi. Perciò faremo diverse repliche dello stesso spettacolo. Poi più marketing, pubblicità e comunicazione. Il motto del mio gruppo di lavoro è: obiettivi ambiziosi ma realistici. I collaboratori stanno dando una grossa mano, a loro va il mio plauso, è la prima volta da anni che il teatro ha lavorato in estate. Mi aspetto molto dal concerto di Piovani in Castello, a metà agosto. Vorremmo utilizzare di più quella straordinaria location».

Ferrara come sta rispondendo? E gli sponsor?

«Sono a stretto contatto con le istituzioni e le associazioni culturali cittadine, ho un ottimo riscontro. I ferraresi sappiano di avere un teatro che sta aprendo loro le porte. Quanto agli sponsor, tocca a noi mostrare che meritiamo il loro interesse». —



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