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Raffaello chiude col tutto esaurito «Ora le opere devono riposare»

Raffaello chiude col tutto esaurito «Ora le opere devono riposare»

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Prima bisogna preservare i delicatissimi disegni, «che devono tornare subito al buio». Ma anche i quadri, devono ormai essere restituiti ai loro musei d’origine, dagli Uffizi al Prado, dalla National Gallery di Londra o da quella di Washington alla Pinacoteca di Monaco. Senza più un buco libero «neppure alle 4 del mattino» per l’ultima, intensa settimana di programmazione, si avvia ad una chiusura senza appello a Roma “Raffaello 1520-1483”, la mostra allestita per i 500 anni dalla morte del genio urbinate. «Non abbiamo scelta, fare di più sarebbe stato impossibile», allarga le braccia Mario De Simoni, presidente e ad di Ales, la Spa del ministero della cultura che gestisce lo Scuderie del Quirinale. Dal momento della riapertura sono stati dilatati al massimo gli orari di visita, arrivando sino all’apertura h24 dell’ultimo weekend del mese con partenza venerdì 28 alle 8 del mattino: 132 ore filate con i gruppi di visitatori in coda ad ogni ora del giorno e della notte. «Mai un museo era arrivato a tanto», dice De Simoni, anche la struttura espositiva e le forze dello staff sono state tirate al massimo. Tutto per garantire al più alto numero di persone possibile di godere «in piena sicurezza» della mostra evento del 2020, assicurata per la cifra record di 4 miliardi di euro, ben oltre anche il valore dell’antologica su Leonardo messa in piedi a suo tempo dal Louvre. Con buona pace di tutto il pubblico estero che ha dovuto rinunciare causa Covid (sono stati emessi 28mila voucher) i visitatori di Raffaello saranno alla fine 160 mila. Meno della metà rispetto alle aspettative ante pandemia. Sempre tanti però, se si considera che l’esposizione, aperta il 5 di marzo quando già era altissima l’ansia per il coronavirus, è stata sbarrata solo tre giorni più tardi dal lockdown. Prolungare ancora non si può, «prima di tutto per ragioni tecniche legate alla conservazione dei capolavori – ribadisce– le opere devono riposare». —

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