La Nuova Ferrara

Sorpresa Nannini ai Buskers La cantante sotto la luna di Ferrara battezza l’edizione più difficile

samuele govoni Giovanna corrieri
Sorpresa Nannini ai Buskers La cantante sotto la luna di Ferrara battezza l’edizione più difficile

Da oggi la kermesse entra nel vivo. Il sindaco Fabbri: «Che onore avere un’ospite speciale come lei»

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Si è presentata alle 21.45 in via Coperta, sul pontino del Castello ed è stata inconfondibile. La madrina del rock made in Italy, Gianna Nannini, ha fatto capolino a Ferrara per la prima serata del Ferrara Buskers Festival, una sorpresa che ha lasciato a bocca aperta gli spettatori che di certo non pensavano di trovarsi davanti la star e di “sentire l’America”. Sei nell’anima, La donna cannone e Meravigliosa creatura sono solo alcune delle canzoni che la cantautrice ha portato sotto le luci e la luna di Ferrara. Anticipata da altri artisti del Fbs, ha fatto capolino accompagnata da un pianoforte a coda, addosso una giacchetta rosa e negli occhi l’emozione. La musica può lenire le ferite? Sì, e ieri sera l’ha dimostrato una volta di più.

OSPITE SPECIALE

A dire la verità qualche rumors negli ambienti serpeggiava già da alcuni giorni ma la presenza della Nannini in centro a Ferrara era stata presa con beneficio di inventario; giusto come una voce da corridoio che si sente, si contempla, si gusta e si abbandona. E se già era bella l’idea, vederla dal vivo sul pontino di via Coperta, che collega il Castello con palazzo Ducale, lo è ancora di più. Anche il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, ha accolto con entusiasmo l’artista. «La presenza di ospiti come Gianna Nannini è un grande onore per noi ed è una occasione speciale per vivere la nostra città. Ferrara si conferma capace di attrarre artisti di alto livello, in scenari unici». E continua: «Dopo tanto lavoro e grazie alla forza di chi non ha mai smesso di crederci, oggi la nostra città dà il benvenuto ai Buskers. Grazie a chi ha reso possibile la realizzazione di questo importante evento, quest’anno ancora più speciale, perché esprime il coraggio, l’impegno, ma anche la responsabilità nell’organizzare l’edizione più difficile».

UNA DEDICA AL MONDO

Da oggi si entra nel vivo. Certo sarà complicato per un busker agganciare con la sua esibizione un passante ignaro ma l’emergenza sanitaria questo ha dettato, un’edizione con artisti «un po’ meno di strada» che da questa sera saranno “confinati” fra le mura di storici cortili e che ieri inauguravano la 33ª edizione del Ferrara Buskers Festival. Dalle difficoltà però, ne sono convinti gli organizzatori, può sempre nascere qualcosa di nuovo o di utile anche per il futuro; e non è detto che la prossima edizione non prenda qualcosa da quella pur “limited” di questo anno particolare, con la speranza comunque che si possa tornare presto alla normalità. Prima novità, la dedica “al mondo” dell’edizione 2020, e non come consueto ad un Paese o una città: «Sarebbe stata Berlino quest’anno», diceva Rebecca Bottoni (presidente della manifestazione), ma in questo 2020 «tutto il mondo è paese» e si è deciso di «fare un omaggio al pianeta tutto, e alla sua forza in senso ottimistico e non certo tragico, e alla spinta che l’arte può avere in tutti i settori».

ENERGIA POST LOCKDOWN

E bisognava assolutamente esserci, si diceva ieri sera all’inaugurazione del Festival alla pasticceria Leon d’Oro fra gli artisti, il pubblico, il presidente della Provincia Barbara Paron e gli assessori comunali: «Nei mesi in cui tutto sembrava spento, ed eravamo tutti abbattuti – raccontava Rebecca Bottoni – la voglia di fare e di reagire è venuta proprio dal pubblico. Abbiamo una newsletter ed è là che è nata per la prima volta l’idea di progettare una nuova edizione, anche se diversa e strana. Un medico che aveva suonato nella precedente manifestazione, in particolare, e uno spettatore che aveva contratto il Covid ci hanno dato la spinta». E dopo aver intercettato la voglia di musica, è partito lo “studio”, da parte degli organizzatori, delle norme e delle linee guida per trovare la quadra e «partire naturalmente garantendo la sicurezza di tutti». Ne è derivato un festival un po’ ridotto, certo, ma forse più godibile: «Ora – riflette Bottoni – la manifestazione è molto più visibile, meno dispersiva di prima».

presente e futuro

Qualche spunto per l’anno prossimo lo si potrà prendere quindi anche da qua: «Non escludo mai – diceva infatti la presidente del Festival – che anche dalle situazioni difficili possa nascere qualcosa di nuovo. Da questa situazione sono nate nuove idee che potranno migliorare anche il futuro: si potrebbe pensare per esempio ad un doppio percorso, con artisti per strada ma anche concerti all’interno di posti belli e magari poco conosciuti. La speranza è comunque che tutto torni alla normalità». Da stasera la manifestazione può ospitare circa 1600 persone al giorno, «in passato ne calcolavano molte di più, ma c’è fiducia di poter superare gli ostacoli».

Oggi dalle 21 al chiostro San Paolo: Sissos, Giorgia Job, AmbraMarie. A Palazzo Roverella: The Orange Beat, Level Spaces, Daiana Lou. Nel cortile Cartello Estense: Hot Club du Nax, Marco Sbarbati Duo, Beranger. Nel giardino di Palazzo Diamanti: Tribubu, The Trouble Notes. A Palazzo Crema: Enrico Cipollini Duo, Ruperts Kitchen Orchestra, Cosmonautix. Ingresso 10 euro, prenotazione su ferrarabuskers.com. —

samuele govoni

Giovanna corrieri

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