Albergatori sotto stress Barbieri fa le pulci a letti, spa e colazioni
Nuova stagione per 4 Hotel, le nuove puntate da questa sera su Sky Lo chef: non basta una bella location, le strutture vanno svecchiate
anteprima
Le vigne del Chianti, il mare della penisola sorrentina, la storia di Palermo, e poi ancora la Val Rendena in Trentino, il lago di Garda, la Versilia, le Marche e la Tuscia: è davvero un inno all’unicità della bellezza italiana la nuova edizione di 4 Hotel, 8 episodi inediti in onda il martedì, da questa alle 21. 15 su Sky Uno e su Now Tv, che vedranno ancora una volta al timone l’amatissimo chef stellato Bruno Barbieri alle prese con gli albergatori italiani. Dopo i mesi di chiusura forzata del lockdown, e ora con lo spettro dei nuovi contagi, questo programma – una produzione originale Sky realizzata da Banijay Italia – sembra davvero di buon auspicio per il futuro, con l’augurio di tornare presto a godere della speciale accoglienza targata Made in Italy e dei nostri territori.
«Abbiamo finito di girare 4 Hotel proprio una settimana prima del lockdown. Ora il momento è complicato per il turismo, e uscire dalle difficoltà sarà possibile solo se si fa squadra tutti insieme – spiega Barbieri – ma l’Italia non ha nulla in meno degli altri Paesi, gli albergatori fanno il proprio dovere, si sono messi in riga con le norme richieste dalle istituzioni. Tuttavia è necessario da parte di chi ci governa snellire la burocrazia. Gli albergatori e i ristoratori devono essere ascoltati di più ed aiutati».
CLIENTI MALEDUCATI
La formula di 4 Hotel non cambia: 4 strutture alberghiere in gara, di diverse fasce di prezzo o categoria, saranno giudicate dall’integerrimo e pungente Barbieri che ne valuterà l’ospitalità sperimentandola in prima persona. Lo stesso faranno i singoli albergatori che trascorreranno un giorno e una notte nei reciproci alberghi, giudicandosi l’un l’altro con un voto da 0 a 10 su location, camera, servizi e prezzo.
«Credo di essere un buon giudice perché, al di là della mia esperienza professionale, ho sempre cercato di raccontare la verità, analizzando le cose con la giusta distanza e in modo onesto, pensando poco allo spettacolo e molto al fatto di star facendo un lavoro», dice lo chef. Non mancano comunque le novità, come il «test del cliente maleducato», che metterà più di un bastone tra le ruote ai dipendenti degli hotel: «abbiamo cercato a qualsiasi ora del giorno e della notte di disturbare, ricevendo risposte adeguate ma anche altre inattese – prosegue Barbieri – Il mio obiettivo è far crescere l’hôtellerie italiana come è successo con la cucina grazie a Masterchef: questo è un programma con storie vere, che svela luoghi poco conosciuti e premia il sacrificio degli albergatori capaci con il loro lavoro di dare dell’Italia il miglior biglietto da visita possibile».
PROGETTI FUTURI
Per migliorare però «bisogna mettere gli albergatori un po’ con le spalle al muro. Ora per esempio sto facendo la battaglia contro la plastica. Ci vuole anima, non basta una bella location per conquistare pubblico e gente, bisogna raccontare la storia dell’area geografica in cui ci si trova». Ma qual è l’errore più comune e imperdonabile per un hotel? «Alcuni hotel sono fermi agli anni Ottanta. Chiudersi dentro al proprio nido non serve perché il mondo cambia. È una questione di mentalità, non necessariamente di soldi. Le mie critiche sono sempre costruttive. Ogni cliente ha esigenze diverse, c’è chi viaggia per vacanza e chi per lavoro, e l’albergatore deve essere in grado di capirle. Quest’anno ci siamo focalizzati molto anche sulle attività proposte dagli alberghi». E in futuro, cosa farà? «Ho un progetto importante legato sempre all’hôtellerie. Ma ho anche voglia di prendermi i miei tempi e viaggiare. Certo, ora siamo rintanati e con le catene ai piedi: questo periodo mi ha fatto male perché viaggio da tutta la vita e voglio tornare a far tutto. Durante la quarantena ho raccontato sui social il mio quotidiano e la normalità, cercando di stare vicino alla gente con una cucina facile. Non sono mai uscito, mi lasciavano la spesa col cibo fuori dalla porta. È stato un momento importante: ho tolto la maschera dello chef e ho preparato cose che mangiano le persone normali ma con qualcuna delle mie idee». —
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