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Pippi Calzelunghe piace ancora «Dopo 50 anni resta un modello»

Pippi Calzelunghe piace ancora «Dopo 50 anni resta un modello»

La serie tv festeggia mezzo secolo e DeAJunior la celebra con una maratona L’attrice svedese che la interpretò: gentilezza e fantasia le chiavi del successo

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«A una ragazza di oggi Pippi Calzelunghe direbbe di essere se stessa, di vestirsi come le pare e di non fare come gli altri se non ne è sicura. Quando uscì il libro di Astrid Lindgren, e la stessa cosa accadde con la serie tv, alcuni non ritennero questo personaggio adatto ai bambini. Ma per me lei resta un modello positivo». Basta guardarla bene e si ritrovano sul suo bel viso maturo le tracce di quel volto birichino, con le treccine color rosso carota lasciate a mezz’aria e le lentiggini, che tanto ha appassionato bambini e adulti in tutto il mondo: Inger Nilsson, l’attrice che da ragazzina ha interpretato Pippi Calzelunghe nella serie tv anni ’70, è ancora legata a doppio filo a questo personaggio, come se il tempo non fosse passato.

MARATONA CELEBRATIVA

Con il documentario Ecco sono qui – In viaggio alla scoperta di Pippi Calzelunghe, realizzato nel 2010 a Stoccolma, Nilsson sarà in onda su DeAJunior (Sky, 623) sabato alle 13.05 nel corso di un weekend importante, durante il quale il canale per ragazzi e genitori del gruppo De Agostini Editore festeggerà con il pubblico i 75 anni dall’uscita del libro di Astrid Lindgren e i 50 anni dalla prima messa in onda Rai della celebre serie con una programmazione ad hoc. L’appuntamento è con una lunga maratona sabato e domenica per vedere tutti insieme gli episodi della serie, che poi sarà in onda dal 7 settembre, dal lunedì al venerdì, ogni giorno alle 9.10 sempre su DeAJunior. «Tutti vorrebbero essere come Pippi e, sebbene mi sorprenda il successo che ancora oggi riscuote, credo che ciò che la rende universale sia il suo essere gentile, il fatto di usare la fantasia e di fare quello che vuole», dice in un’intervista all’Ansa l’attrice svedese, che ammette di non riuscire a immaginare questo personaggio «da adulta. Per me resta sempre una bambina di 10 anni, ma credo abbia forse elementi che la accomunano a Greta Thunberg. Ha le trecce come lei, è svedese e lotta per le cose che ritiene giuste senza aver paura. Tuttavia Astrid Lindgren ha sempre dichiarato che con Pippi voleva solo divertire e intrattenere il pubblico, senza dare alla storia troppi ulteriori significati. L’autrice veniva sempre sul set, anche quando giravamo all’estero, a Barbados e Dubrovnik. Era una persona fantastica e ti faceva sentire speciale, al centro dell’universo. Siamo sempre rimaste in contatto finché è vissuta».

IL PERSONAGGIO E LA REALTà

«Quel ruolo una prigione? Quando ho iniziato a lavorare come attrice non è stato facile, perché ogni regista diceva che il pubblico mi avrebbe sempre associata a Pippi. Ma ogni attore ha le sue difficoltà: io forse ho dovuto lottare un po’ di più per dimostrare che potevo fare altro», spiega. Anche il successo che l’ha travolta da giovanissima a volte è stato «noioso, perché avevo la casa assediata da tanta gente e dai giornalisti, ma poi mi sono abituata. Ci tengo a separare la vita privata da quella professionale. In fondo però la popolarità è l’unica vita che conosco». Lontana per carattere dalla terribile bambina che ne combinava di tutti i colori insieme al cavallo a pois Zietto, la scimmietta seduta sulla spalla di nome Signor Nilsson e i vicini di casa, Tommy e Annika, l’attrice afferma di essere «orgogliosa di aver fatto conoscere la Svezia attraverso questo personaggio». In poco tempo questa bambina senza genitori né regole è diventata un fenomeno globale, trasformandosi in musical, cartone animato, fumetto e in varie trasposizioni cinematografiche per il piccolo e il grande schermo. E la fama, di Pippi e di Inger Nilsson, è arrivata anche in Italia. «Amo questo Paese, voi italiani siete molto spontanei». E sui progetti futuri rivela: «Tra un paio di settimane dovrò riprendere a girare una serie poliziesca in cui interpreto una anatomopatologa. Giriamo a Gotland, la stessa isola dove realizzammo Pippi Calzelunghe». —

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