Pieve di Cento, le rivoluzioni culturali salgono in sella: il Magi ’900 celebra un’icona di libertà
Sabato apre “I love my bike”, il giorno dopo cicloescursione tra i musei di Pieve di Cento e Bentivoglio
PIEVE DI CENTO. «La bicicletta è un’icona, un simbolo di libertà ed emancipazione. Con questa mostra vogliamo renderle omaggio e, contemporaneamente, ricordare l’importanza che ha avuto per l’universo femminile all’inizio del secolo scorso». Valeria Tassinari, curatrice di “I love my bike”, mostra che verrà inaugurata sabato al museo Magi ’900 di Pieve di Cento, va oltre l’allestimento e immagina un dialogo attivo e costruttivo tra i centri culturali della zona. «Nuove piste ciclabili sono in costruzione e presto verranno inaugurate, la rete che si dirama sul territorio e attraversa la pianura rappresenta un modo di muoversi più ecologico, sostenibile, salutare e, senza dubbio, interessante. Credo che sarebbe bello poter spostarsi da un museo all’altro in bicicletta, darebbe la possibilità al visitatori di scoprire, oltre alle sale, anche tutto il contesto che c’è attorno».
Da questa idea, che è molto più di una suggestione e che si spera in breve tempo possa diventare pratica collaudata, è nato l’appuntamento che si terrà domenica. Il 13 settembre, infatti, ci si ritroverà alle 9 del mattino al museo della civiltà contadina di Bentivoglio e dopo aver partecipato ad una visita speciale dedicata al mondo femminile, si raggiungerà il Magi ’900 per un tuffo nella Belle Époque. La distanza tra i due musei, venti chilometri, sarà coperta in bicicletta.
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«A metà percorso – aggiunge Tassinari – ci sarà anche tempo per un pic nic con prodotti locali a km zero; un altro modo per valorizzare la nostra terra». Le visite avranno due guide d’eccezione: da una parte la signorina di campagna e dall’altra quella di città. «La bici ha rappresentato la libertà per migliaia di donne, di qualsiasi estrazione sociale esse fossero. Per la classe lavoratrice - spiega - sono diventate in breve tempo un utile strumento di lavoro, per le borghesi il mezzo per rivendicare la propria indipendenza».
“I love my bike”, allestita nell’Open Box del Magi, racchiude un po’ tutte queste piccole grandi storie. Attraverso opere appartenenti alla collezione permanente del museo, opere arrivate appositamente per l’occasione e fotografie di Giuseppe Pezzini realizzate negli anni Quaranta del secolo scorso, il visitatore potrà compiere un vero e proprio viaggio nella storia della bicicletta e, allo stesso tempo, della società tutta. «L’allestimento esalta l’idea di leggerezza e libertà. Il mio consiglio? Visitarla raggiungendo il museo in bicicletta, sulle ciclabili che attraversano la pianura emiliana, tra i caldi colori di fine estate e dell’autunno padano». —
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