La città dedica un luogo a Moretti, il fondatore della prima radio libera
Domani mattina c’è l’intitolazione di un piazzale in zona Quacchio Nel 1945 diede vita a Radio Ferrara poi fu il leader dei radioamatori
la storia
A 100 anni dalla nascita e a 12 dalla morte verrà dedicato un piazzale alla memoria di Franco Moretti, radioamatore e patriota. Il piazzale a lui dedicato è in fondo a via Chendi, la cerimonia è prevista domani alle 10.30. Grazie all’abnegazione della nipote, Daniela Boni, e alla sensibilità dell’Ufficio toponomastica del Comune di Ferrara si è arrivati alla decisione di dedicargli un piazzale in zona Quacchio.
Parlare di Franco Moretti è complicato, specie per chi ha iniziato a frequentare il suo laboratorio in giovane età. Iniziò giovanissimo a interessarsi di radiotecnica, a 14 anni, frequentando i compagni di scuola. Conobbe Werter Cordiani e frequentando la sua casa rimase affascinato dal lavoro del padre, dipendente della società di distribuzione dell’energia elettrica a Ferrara, che costruiva apparati radio riceventi per conto della sua società, poi distribuiti ai soci della stessa.
gli inizi
Era l’anno 1934 e gli apparati erano costruiti su di una tavoletta di legno con gli zoccoli per le valvole e gli altri componenti, avvitati sulla base. Chiese al papà di Werter se poteva, dopo la scuola, frequentare la casa e collaborare montaggio degli apparati. Fu accontentato e quello fu il suo incontro con la radio. La prima stazione era radio Londra: «Gli dicevano di guardare la finestrella di sezione quadrata e di alcuni centimetri per lato, per vedere le immagini trasmesse da un teatro. In realtà, quella che si chiamava immagine, era una sorta di visione sfocata e prima di dettaglio. Ma il papà di Werter ne era entusiasta. Dopo alcuni mesi cominciò a costruire una “radio trasmittente”. Quello fu un gran giorno. Ne montarono due una per casa Cordiani e una per Moretti». Ma la Polizia di Stato venne a conoscenza della sua attività e con una visita domiciliare trovarono la stazione e sequestrarono tutto, mettendo in guai seri il padre. Si risolse con una salata contravvenzione.
la guerra
Nonostante questa disavventura Franco continuò la sua attività radioamatoriale fino a quando non fu chiamato alle armi nel 1940. Fu assegnato al plotone comando del 2° Reggimento artiglieria Celere allora ospitato nella Caserma Gorizia. Nel gennaio 1941 andò in Africa e partecipò attivamente alle vicende belliche in Libia, ferito gravemente dallo scoppio di un deposito di balistite e poco dopo fu pure coinvolto in un incidente stradale e si risvegliò in un ospedale militare tedesco a 500 km dal luogo dell’incidente, da dove con un po’ di fortuna tornò a Ferrara nella primavera del ’43.
Tanti gli aneddoti legati al suo impegno a favore dei partigiani grazie alle conoscenze delle radio. E nel ’45 diede vita alla prima radio libera ufficiale in Italia, Radio Ferrara, il cui impianto nel ’46 fu sequestrato dalle forze armate.
Ma Moretti fino alla morte - avvenuta nel 2008 - si è dedicato interamente alla sua passione per la radio, assistendo e spronando chi si avvicinava a questo mondo. E quando cambiò casa, la sua villetta in Borgo Punta diventò ben presto un luogo di aggregazione per i radioamatori locali, e non solo. E domani, a meno di un mese dal centenario della nascita, Ferrara ricorderà un suo illustre cittadino. —
Gian Paolo Bertelli
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