La terra delle meraviglie è quella ferrarese E si merita il “Cibotto”
Oggi viene assegnato il premio intitolato allo scrittore Lo vince l’opera collettiva sulle delizie curata da Modestino
Il premio internazionale “Cibotto” è nato a Rovigo nel 2018, a un anno dalla scomparsa di Gian Antonio (detto “Toni”) per volontà della professoressa Angioletta Masiero di ricordare e onorare un caro amico di famiglia e valente scrittore, quale è stato appunto Toni Cibotto.
Nelle tre edizioni organizzate finora hanno partecipato circa un migliaio di autori nelle tre sezioni dedicate. Quest’anno - la cerimonia si tiene oggi - il Comune di Lendinara ha offerto la propria disponibilità ad ospitare nuovamente la cerimonia di premiazione, sia pure nei limiti delle procedure antiCovid. E la vittoria quest’anno è tutta ferrarese, perché oggi ad essere premiata sarà l’associazione De Humanitate Sanctae Anne, che ha curato la realizzazione del maestoso volume “La terra delle meraviglie. Teatro e musica tra Ville e Delizie”, un vero e proprio colosso di 536 pagine (costo 22.50 euro) pubblicato dalla casa editrice ferrarese Faust.
opera collettiva
Il volume vede la partecipazione di 42 autori per complessivi 45 contributi, oltre ad un ricco apparato iconografico e alcune opere esclusive. Il tutto a cura di Riccardo Modestino. Uscita lo scorso novembre, l’opera è stata suddivisa in sei sezioni, dai titoli “Suoni, visioni e conoscenza”, “Immagini e segni”, “Forme e tempo”, “Rappresentazione e azione”, “Struttura, funzione ed espressione” e “Nuove rappresentazioni”. E già l’introduzione sono di quelle che meriterebbero una presentazione a parte, perché con “Il fiore nella padue. Visioni e apparizioni di Ferrara” ha dato il proprio contributo Marco Dorigatti, professore universitario trentino, preside della Facoltà di Oxford, in questo caso chiamato a dare il proprio contributo perché fra i massimi conoscitori della vita e delle opere dell’Ariosto. E spicca il capitolo intitolato “Casette di Magnavacca, un ‘delizioso’ luogo di memoria”, firmato da Maurizio Paiola, geologo comacchiese che ora vive e lavora assieme alla figlia a Hong Kong.
Tra le altre firme, spiccano Quirino Principe, uno dei massimi conoscitori di Mahler. Poi due scritti di Annalisa Lo Piccolo, musicologa che vive a Ferrara e ha approfondito le vite di Leone Sinigaglia e di due suore di clausura musiciste del ’300. Due anche i contributi di Carlo Magri a tema musicale, mentre Giovanni Intelisano ha approfondito la figura del liutaio Luigi Mozzani. Poi, ancora, volti noi come Claudio Cazzola, Dario Favretti e Daniele Seragnoli, gli appassionati di storia Daniele Biancardi e Francesco Scafuri. E nella parte più musicale Alessandro Mistri, Andrea Poltronieri e Sergio Rossoni. —
d.b.
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