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I Trillici, da Alberone a Sky Il gruppo indie-punk va a X Factor e prende tre sì

GIOVANNA CORRIERI
I Trillici, da Alberone a Sky Il gruppo indie-punk va a X Factor e prende tre sì

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Sono sbarcati all’edizione 2020 di X Factor e dopo provini e un paio di selezioni, usciti indenni dalle varie scremature, hanno superato la prima audizione in televisione, riconquistandosi quella visibilità che il lockdown aveva tolto all’uscita del loro primo disco a febbraio. Loro sono i Trillici, hanno vent’anni e sono cresciuti ad Alberone, punto di incrocio tra le province di Ferrara e Modena. Andrea Zambelli e Alex Pinca vengono da Cento, Enea Scomparin, invece, è modenese. «Diciamo che siamo di Alberone perché lì abita Pinca ed è lì che il gruppo, inizialmente un duo, ha iniziato a muovere i primi passi».

LE ORIGINI

Zambelli è cantante e chitarrista della band e racconta: «Conosco Pinca da quando ho nove anni, giocavamo al computer e da là a suonare qualche strumento è stato un attimo. A dodici o tredici anni già suonavamo pezzi nostri…pezzettini, ma comunque erano espressione di qualcosa». E continua: «Ci beccavamo sempre da Pinca ad Alberone, perché aveva più strumenti e nello scantinato, diventato poi sala prove, buttavamo fuori tutte le nostre idee. Suonavamo ukulele e bonghi ed esprimevamo così il disagio adolescenziale». Nel corso degli anni Zambelli e Pinca cominciano a perfezionarsi e a scrivere anche in italiano. «Il primo pezzo è stato “Siena” – continua il cantante – e proprio da lì abbiamo cominciato a pensare che ci servisse anche un batterista».

L’ARRIVO A X FACTOR

Col primo ingaggiato l’intreccio è durato poco, l’anno dopo se n’è andato «e poi è arrivato Enea che è venuto con noi a X Factor ed è come se fosse sempre stato uno di noi: riesce a trasferire in musica tutto quello che pensiamo». La band si definisce indie punk, «ma in realtà non lo siamo veramente – dice Zambelli – perché abbiamo un sacco di sfumature e abbiamo pezzi pop o funky. I nostri testi possono nascere anche da un messaggio WhatsApp». L’ispirazione per il nome è nata sui banchi di scuola invece: «Trillici, come il dito medio del piede. Abbiamo pensato potesse essere un modo alternativo di mandare a quel paese la gente». E dopo qualche piccolo concerto, X Factor: «Ci hanno chiamati e ci siamo detti: “perché no?’’ e si sono presi bene, forse è l’immagine che piace – dice Zambelli –. L’esperienza sul palco, davanti ai giudici, è stata molto interessante e ci hanno fatto critiche costruttive. Siamo piaciuti». E chiudono: «Stiamo maturando ma l’anima demenziale ci accompagnerà sempre». —

GIOVANNA CORRIERI

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