Il via con l’omaggio a Grossman e alla musica afroamericana
Stasera sul palco del Torrione inaugura la nuova stagione con il Carlo Atti Quartet E nella art gallery “Tojo: i miei disegni”, prima personale del disegnatore ferrarese
Con un concerto che vuole essere un omaggio accorato ad uno dei più autentici giganti della musica afroamericana il Jazz Club Ferrara (corso Porta Mare) alza il sipario sulla XXII edizione di Ferrara In Jazz, oggi alle 21 e alle 22.30. Sul palco Carlo Atti Quartet “Four For Steve” e un omaggio a Steve Grossman, il musicista statunitense che più di tutti ha lasciato il segno sulla scena jazzistica italiana.
la carriera
Nico Menci (pianoforte), Stefano Senni (contrabbasso) e Max Chiarella (batteria), ispirati dal travolgente sax di Carlo Atti racconteranno del maestro in musica.
Atti si avvicina alla musica all’età di sei anni, complice un flauto traverso. Al Conservatorio vi affianca il sax tenore, che riconosce immediatamente come suo strumento principe. Ancor adolescente si trasferisce a Bologna per proseguire gli studi, alternati ad un ascolto appassionato di vinili. Sarà il maestro Giorgio Baiocco ad introdurlo nel modo del jazz e a porre le basi del suo debutto al Capolinea di Milano.
il successo
Da quel momento la carriera di Atti subisce una vigorosa impennata. Prendono forma prestigiose collaborazioni con artisti del calibro di Larry Nocella, Sal Nistico, Massimo Urbani, Ares Tavolazzi, Marco Tamburini, Pietro Tonolo, Bobby Durham e proprio Steve Grossman, fra gli altri.
Si succedono numerose esibizioni in prestigiosi festival e club, accompagnate da premi e registrazioni che conducono ben presto il sassofonista italiano ad allargare i propri confini oltreoceano.
la location
Anche le nicchie del Torrione, che rappresentano la raccolta e raffinata art gallery del Jazz Club, tornano ad illuminarsi con “Tojo: i miei disegni”, prima personale dell’architetto e disegnatore ferrarese Vittorio Fava, interrotta poco dopo l’inaugurazione causa Covid.
I bianco/neri di Fava affrontano tre tematiche, o meglio trattano punti di vista così descritti dall’artista: il MACROcosmo (le città non ideali), il MEDIOcosmo (scene di vita-lità) e il MICROcosmo (dettagli, focus su tutti noi). Si tratta di scenari, visioni, richiami di spazi, luoghi e architetture totalmente inventati ma possibilmente esistenti (in futuro? ), sogni o incubi, facce e azioni. Nelle opere di Tojo si entra nelle cose, si scherza ma si analizza, si propone, si critica ma ci si appassiona, si vivono insieme i particolari. La personale è fruibile nelle serate di programmazione. Per informazioni e prenotazione cena 331.4323840 tutti i giorni dalle 12 alle 22.
E domani sera al Torrione tra Gabriele Mirabassi e Simone Zanchini si celebra un incontro al vertice tra due virtuosi del proprio strumento. L’assoluto dominio dei linguaggi musicali colti e popolari, la capacità di spaziare dal jazz alla classica, fino alla latino-americana, si esplicita sia nelle composizioni originali, che nel proporre celebri brani del repertorio brasiliano e Usa. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
