Da una vita dedicata all’amore per Ferrara nasce la collezione di oltre 5.000 cartoline
L’elettrauto in pensione Sfarzi le raccoglie da 70 anni: «Dalle Mura al Castello ma anche i soldati. Sono orgoglioso»
la storia
La passione per le cartoline su Ferrara è nata nell’animo di Gabriele Sfarzi quando era ancora uno studente liceale. Ma non lo ha più abbandonato tanto che oggi, quando di anni ne ha 87, dopo una vita lavorativa da elettrauto (attività di famiglia che continua ancora oggi in via Caldirolo) ha collezionato circa cinquemila immagini, che ha corredato anche da testi e continua ad avere tanto amore per la propria città.
«Sono oltre quarant’anni che raccolgo cartoline su Ferrara – ci racconta Sfarzi, mentre gli brillano gli occhi, pensando ad una quantità di scatoloni che conserva gelosamente con le immagini divise a seconda della zona della città –. Solamente per quanto riguarda le Mura cittadine ne ho 500, persino quelle che riprendono quel “vallone” che si trovava quasi di fronte alle piscine, allora pieno d’acqua e che oggi non c’è più, perché prosciugato e ricoperto di alberi ed erba. Ho anche 60 foto sul Castello Estense, tra le quali una molto vecchia, risalente all’Ottocento, dove è presente un carrettino trainato da un cavallo. Della storica ed originale via Capo delle Volte ho 150 cartoline. Ed una decina con i primi “lambrettisti ferraresi”, che nel 1947 acquistarono lo scooter che aveva il cambio a pedale; lo so perché mio padre che è fra i fotografati è stato il quarto acquirente».
altre curiosità
C’è poi la serie delle divise indossate dai militari della Prima Guerra Mondiale ed anche di quelli del periodo fascista, compreso i piccoli balilla. «Insomma una collezione unica, con diversi argomenti raffigurati, della quale sono parecchio orgoglioso».
Gabriele Sfarzi è stato un riparatore, per quanto concerne tutta la strumentazione presente nelle automobili, attività che prosegue con i figli Massimo e Federico in una officina situata presso lasede della Cna in via Caldirolo, a Ferrara, ma ha iniziato ad interessarsi alla sua città quando i suoi prestigiosi docenti Nereo Alfieri e Gualtiero Medri gli hanno insegnato ad amarla e ad apprezzarla.
«Ricordo che - continua Sfarzi - insieme ai miei compagni di classe la domenica facevamo le guide ed io che studiavo il tedesco mi adoperavo per far vedere ai turisti tedeschi gli angoli più belli e caratteristici, come le nostre Mura, che piacevano molto, allora come oggi ovviamente».
Passione trasmessa ad uno dei figli. «In seguito con mio figlio Massimo, che condivideva la mia passione, andavamo a fotografare Ferrara e poi dall’amico fotografo trasformavano le immagini in cartoline. Così è iniziata la mia raccolta, che via via si è sempre più arricchita, grazie poi a diverso materiale che mi è stato anche donato» Per una collezione che meriterebbe di essere esposta. —
Margherita Goberti
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