Ciao amico mio, sapevi sorridere con leggerezza della vita
Fuori c’è il sole ma oggi sembra innaturale, quasi fuori posto.
Stefano, il mio compagno di una vita, sul palco e nell’anima, se n’è andato, strappato da quel nuovo nemico chiamato Covid-19, una sigla che sembra perfino innocua, fino a quando non scopre la porta aperta che un abbassamento di difese immunitarie può offrire… e allora si intromette e provoca danni veri… così ha fatto con Stefano, e in una settimana, una vita di lavoro, musica e passioni profonde, si sono dissolte… e una persona per bene, onesta con se stessa e con gli altri, come era Stefano, se n’è andata. E quello che si aggiunge al dolore per la scomparsa di un amico è la crudele violenza del distacco, del distanziamento… il non poterlo confortare con un abbraccio, il saperlo solo, in un momento tanto difficile.
CINQUANT’ANNI INSIEME
Ciao amico mio, di te ricorderò la leggerezza con cui sapevi sorridere della vita, soprattutto della tua, e per la professionalità con la quale, di contro, interpretavi il lavoro. Adoravo vederti, tra i primi ad usare il computer portatile, dove scrivevi con due dita ma ci passavi ore, a preparare gli argomenti delle nostre “infinite” riunioni, che mi piacevano tanto perché ogni volta ne usciva qualcosa di buono... quanti palchi e quanti fondali abbiamo studiato insieme... le nostre «passerelle impossibili» che per primi abbiamo spinto in mezzo al pubblico, con quelle botole dalle quali facevamo uscire pianoforti e percussioni. E siamo arrivati a festeggiare il nostro cinquantennale, in forma e in forze...
VITA VERA
Grazie per aver vestito con le tue parole tante mie musiche, grazie per essere stato testimone del mio amore: quella sera nel 1992, quando ti confidai di aver capovolto la mia vita dopo essermi nuovamente innamorato, tu te ne tornasti zitto in albergo e scrivesti il testo di “Stare senza di te”, che diventò una grande, delicata canzone nella quale una situazione complicata diventava semplice come sa essere a volte la vita, quando è vera. Vera come la storia dei Pooh... quattro ragazzi di quattro città diverse, che si sono scelti come amici con una selezione naturale, e per questo molto solidi... e per questo distrutti da questa perdita! —
*polistrumentista
produttore discografico
e bassista dei Pooh
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