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Torna l’accoppiata poliziotto-giornalista Con Inferno Capitale, Del Greco e Lugli raccontano una vicenda di stupri a Roma

d.b.
Torna l’accoppiata poliziotto-giornalista Con Inferno Capitale, Del Greco e Lugli raccontano una vicenda di stupri a Roma

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Antonio Del Greco e Massimo Lugli formano una coppia perfetta in libreria. Il primo poliziotto d’esperienza con incarichi alla Omicidi fra Milano e Roma, il secondo inviato di Repubblica per 40 anni e sempre per seguire la cronaca nera. Con Newton Compton hanno raccontato anzi, romanzato, episodi chiave nella storia della Capitale, da Il Canaro della Magliana a Il giallo Pasolini ed il recente Il giallo di via Poma. Ma da alcuni giorni i due sono in libreria con il nuovo romanzo Inferno Capitale (352 pagine, costo 9.90 euro, ebook 4.99) che a differenza dei precedenti pesca meno dalla cronaca. «Diciamo che stavolta incide più la nostra fantasia - ci racconta Lugli -; l’indagine di partenza prende spunto da un fatto realmente avvenuto tra il 1996 e il ’97, il caso del giovane soprannominato Joe Codino, che dalla targa e dal colore dell’auto fu collegato a una serie di stupri e altre violenze a donne (Greco vinse il premio della critica per questo servizio giornalistico; ndr). Ecco, io e Antonio ci siamo immaginati un autore seriale di stupri a Roma, le storie personali delle vittime e le due indagini, della poliziotta e del giornalista. Ci è piaciuto immagine come reagirebbe la città a episodi del genere».

Certo, una delle caratteristiche vincenti dei due è la possibilità di scoprire cosa avviene realmente in una questura e in una grande redazione. «Perché, soprattutto in Italia, immaginiamo il protagonista che indaga giorno e notte concentrato sul caso, ma non funziona così. Antonio ci tiene a far vedere che il capo della Omicidi a Roma ha tanti casi da seguire, ha i verbali da redarre, i turni da fare, le ferie, la vita privata... Il merito dei nostri romanzi, secondo me, è che si entra davvero nei luoghi dove si fanno indagini».

Lo scorso anno i due autori furono ospiti di Nero Laguna a Comacchio, dove sarebbero dovuti tornare quest’anno per Il giallo di via Poma. «Purtroppo questa emergenza sta facendo saltare molte presentazioni, anche se social e tv aiutano comunque a dare visibilità al nostro lavoro. Ma spero di venire presto dalle parti di Ferrara, anche per salutare il mio amico Roberto Pazzi». —

d.b.

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