La Nuova Ferrara

Restiamo in “Contatto” Il viaggio dei Negramaro «Non ci si salva da soli»

Luca Dondoni
Restiamo in “Contatto” Il viaggio dei Negramaro «Non ci si salva da soli»

Esce oggi l’album che segna la rinascita della band pugliese Le canzoni del nuovo disco sono una riflessione sul cambiamento 

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IL COLLOQUIO



Arrivare al decimo album in carriera è un traguardo che si possono permettere in pochi e sono ancora meno i gruppi che al di là delle singole eccellenze resistono così tanto. I Negramaro, dopo aver sventato un tormentato scioglimento nel 2017 grazie al disco Amore che torni oggi pubblicano Contatto e non è una semplice playlist, ma il prodotto di una riflessione sul cambiamento. Il lavoro sancisce la totale rinascita della band visto che nel 2018 Lele Spedicato, il chitarrista, finì in coma per un’emorragia cerebrale dalla quale si è ripreso: «Ho ringraziato Lele per non avermi e averci cambiato la vita – racconta Giuliano –. Mi avreste ritrovato a fare lo scrittore o chissà cos’altro».



Contatto è anche il titolo del primo singolo che da tre settimane è il più trasmesso dalle radio. «È una canzone nata un anno e mezzo fa, quando il Covid non esisteva – rivela Sangiorgi –. Ora la parola “contatto” è diventata quasi un sogno ma è il titolo perfetto perché frutto di una mia crisi mistica. Ero solo e avevo bisogno dei miei amici/musicisti/fratelli. Li ho chiamati dicendo che per la prima volta avevo scritto una canzone dove parlavo della voglia di toccarli, abbracciarli, sentire il loro alito. Avevo bisogno di un contatto ed ecco qui, il titolo». La cover raffigura quattro umanoidi che con le loro ombre riproducono una farfalla. «Anche se siamo in sei – dicono Giuliano e il tastierista e produttore Andrea “Andro” Mariano – le figure in copertina identificano una volontà artistica che va oltre il numero e le convenzioni». Oltre alla title track gli altri due brani che emergono sin dal primo ascolto sono Non è vero niente con il controcanto della giovane e talentosa Madame («al momento della registrazione aveva 17 anni e si è fatta accompagnare in studio dalla madre, ma ha la capacità di scrittura di una donna matura») e Non è mai per sempre. «Questo è un viaggio in dodici storie che parte con una canzone di resistenza: in Noi resteremo in piedi abbiamo messo le voci campionate dei manifestanti durante le proteste del movimento black lives matter e Dio solo sa quanta sofferenza ci sia in quelle parole».



Devi solo ballare è dedicata a Stella, la figlia di Sangiorgi alla quale, come a tutti i bambini del mondo viene chiesta solo una cosa: essere felice. «Devi solo ballare / fino a perdere la pelle / devi solo cantare / per raggiungere le stelle». Come se non fosse successo niente, E se domani ti portassi al mare e Scegli me sono un omaggio alla cultura urban degli Anni 90. La presenza di Andro alla produzione è potente: «Ho dovuto staccarmi dal gruppo – spiega il tastierista – e guardare i Negramaro da fuori. Mi hanno lasciato le chiave del “furgone” (agli esordi ci muovevamo con quello) e hanno voluto che li guidassi sino alla meta. È stata un’emozione fortissima». Il brano che chiude il disco, Dalle mie parti, è una preghiera a un mondo senza barriere e razzismi. «Una canzone che fa il paio con Terra di nessuno, luogo da ripopolare e restituire all’uomo e alla natura perché se la terra non è mia e non è tua, allora non è di nessuno. E quindi è di tutti».

Lucio Dalla ed il maestro Ennio Morricone sono i patroni di questo album, tanto che in La terra di nessuno c’è un riferimento ad Anna e Marco di Lucio, mentre in Dalle mie parti il maestro Stefano Nanni, storico collaboratore di Luciano Pavarotti, ha diretto l’Orchestra Roma Sinfonietta da sempre la preferita di Ennio Morricone. —



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