La Nuova Ferrara

Valeria Solarino: «Sono timida e riservata ma con la curiosità entro nelle vite degli altri»

Daniela Lanni
Valeria Solarino: «Sono timida e riservata ma con la curiosità entro nelle vite degli altri»

L’attrice nella fiction “L’Alligatore” su Rai 2 tratta dai romanzi di Carlotto: le quattro puntate si possono già trovare su Rai Play 

4 MINUTI DI LETTURA





L’INTERVISTA

Daniela Lanni

«Una donna apparentemente dura, che nasconde fragilità e dolore dietro a una corazza. L’ho immaginata molto inconsapevole, ingenua, mai calcolatrice. Una cantante che porta in scena la sua arte, non la sua felicità».

Così Valeria Solarino ha dato corpo a Greta, la donna che ha spezzato il cuore di Marco Buratti, alias l’Alligatore, detective senza licenza che non ama la violenza e le armi, agisce nell’ombra dopo sette anni di ingiusta detenzione, spinto da una gran voglia di riscatto, con la passione per il blues e il Calvados. Nato dalla penna di Massimo Carlotto è una celebrità nel mondo del noir italiano, tanto da diventare ora una fiction crime, in onda su Rai 2 a partire dal 25 novembre. A firmare le quattro puntate, coprodotte da Rai Fiction e Fandango, e anticipate su Rai Play da oggi, i registi Daniele Vicari ed Emanuele Scaringi.

Greta nei romanzi è un ricordo, invece la serie tv l’ha resa concreta.

«È un personaggio riscritto totalmente, non un’appendice. Con Daniele Vicari abbiamo deciso il look, femminile ma non ostentato, nonostante le gonne molto corte che porta non per seduzione. Mette sempre gli stessi stivali per comodità. Ha i capelli lunghi e la frangia corta, un suo modo di camminare e una sigaretta sempre in bocca. Greta è talmente bella, dice le cose in maniera talmente figa che a volte vorrei essere così anch’io».

Come si è avvicinata all’immagine della cantante.

«Ho ascoltato tantissimo i Cranberries perché l’idea che aveva Vicari era quella di Dolores, la cantante della band irlandese. Greta si esibisce nei locali ed è una dimensione che ho vissuto, soprattutto da ragazzina quando andavo a sentire gruppi sconosciuti nei circoli Arci di Torino. Lei e l’Alligatore (interpretato da Matteo Martari, ndr) facevano parte di un gruppo musicale e avevano un progetto di vita insieme. Poi eventi esterni importanti li hanno allontanati. Però ci sarà sempre una tensione emotiva ed erotica, ma anche di respingimento, fra di loro».

La serie è stata girata in luoghi suggestivi.

«Si vede un Veneto che non è da cartolina, come ha detto lo stesso Carlotto. Distese, paludi, una realtà che è quella del nostro territorio, un mondo che fa lo spessore del nostro Paese un po’ dimenticato, di cose che si nascondono, si sotterrano, ingiustizie che stanno sotto le cartoline».

Non è la prima volta che è alle prese con la serialità perché la rivedremo anche in Rocco Schiavone.

«Interpreto la giornalista Sandra Buccellato, che sta addosso a Rocco per avere le notizie in anteprima. Questo personaggio ha una femminilità molto diversa rispetto a Greta. È più stratega, abile, meno ingenua».

Tanti ruoli, tante vite. Cosa rappresentano per lei?

«Un dono. Entrare in un’altra dimensione è sempre difficile. La cosa più bella è quando un personaggio impone una ricerca. Ogni volta cerco di mettere da parte le cose di me che non servono e lavoro su tutto, dal modo di camminare a come tengo le spalle. Restano le sensazioni vissute e il percorso fatto per arrivarci».

Chi è Valeria Solarino?

«Ho dei principi fondamentali nei confronti dei quali sono forte e decisa. Nelle relazioni personali sono molto più insicura. Timida, riservata, curiosa ma ho molto pudore e il mio carattere mi porta sempre a stare un passo indietro. Non parlo a voce alta però mi piace chi lo fa, chi ti abbraccia, chi comunica fisicamente. Prendo tutto in modo molto pieno e mi metto in discussione sempre. Essere più spensierati aiuterebbe - dice -, ma non è nella mia natura».

Il Covid quanto ha cambiato la sua vita?

«A marzo ero spaventata, come tutti, dalla malattia, dalla morte, preoccupata per la crisi economica che toccava ancor di più i lavoratori già in difficoltà. Adesso sono molto arrabbiata, perché questa seconda ondata era prevista ma non è stato fatto nulla. C’è stata una grande incapacità e irresponsabilità da parte del governo, sia dalla maggioranza sia dall’opposizione».

Riesce a fare progetti?

«Tornerò a teatro. E in questo periodo, quando non lavoro, studio. Mi sono ributtata nella filosofia perché non mi andava l’idea che non mi fossi laureata. Mi convalidano gli esami che ho già dato. Avevo bisogno di qualcosa che mi trasmettesse gioia, così ho deciso di farmi questo regalo». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google