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Il Covid sotto altri punti di vista «La gente vuole ancora sapere»

davide Bonesi
Il Covid sotto altri punti di vista «La gente vuole ancora sapere»

La casa editrice ferrarese Festina Lente pubblica Riflessioni per tempi incerti Dal paragone con la peste agli aspetti religiosi: 11 interventi di esperti e professori

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Si intitola Riflessioni per tempi incerti e vede riuniti tanti nomi di primo piano del mondo della cultura per parlare di un argomento, il coronavirus. Ma non dal punto di vista sanitario, bensì riflessioni a 360º di tutto ciò che la pandemia ha comportato, in particolare durante il lockdown. Il volume è nato grazie all’impegno della cooperativa Ccdc di Brescia, ma c’è una parte importante di Ferrara, perché il saggio è stato pubblicato dalla casa editrice ferrarese Festina Lente (88 pagine, costo 12 euro, info e acquisto sul sito www.festinalenteedizioni.it).

Si tratta di un agile volume o dal titolo però assai impegnativo: e in effetti, data la tematica trattata, probabilmente non poteva essere altrimenti. «Perché il Covid 19 - dice l’editore Marco Mari - è un nemico che nei mesi scorsi in tanti ci si è illusi o, meglio, si è sperato di essersi lasciato alle spalle, un virus che si preferirebbe non aver mai visto in azione e che ha fatto molti danni, reciso tante vite e, in molti casi, anche accentuato diseguaglianze e svelato piccolezze ed egoismi. Tuttavia, la sua presenza ha costretto buona parte delle persone a sfrondare abitudini e prassi non essenziali, a ridurre le occasioni di socialità in presenza per abbracciare una vita più riservata e riflessiva, a scoprire come sia possibile stare insieme e sentirsi uniti anche se fisicamente distanti».

l’iniziativa

Il tutto è partito a Brescia, dove dal 1976 opera questo centro culturale, realtà consolidata e longeva che in oltre quattro decenni di attività ha organizzato oltre 800 incontri, in primis conferenze, ma anche proiezioni di film e spettacoli teatrali. «Nel momento in cui si è scoperto il Covid, e qui da noi ha colpito molto duro, ci siamo guardati in faccia per ragionare sul da farsi - spiega Filippo Perrini, presidente della coop bresciana (acronimo cooperativa cattolico-democratica di cultura -. Due nostre consigliere a un certo punto hanno proposto dei video-pillola sul tema Covid, ma non parlando di aspetti sanitari. E così ecco che già il 28 marzo siamo partiti con la prima trasmissione sui vari canali social. Devo dire con nostra grande sorpresa, abbiamo avuto un ottimo riscontro, non solo nel numero dei contatti, ma anche per la media molto alta di minuti in cui gli utenti restavano collegati, segno che c’era interesse per i temi trattati. Ogni video durava 20 minuti, il tempo sufficienti per non stancarsi».

E così, spaziando tra filosofia, letteratura, psicologia, sociologia, ma anche economia e religione, ecco che sono stati 18 gli appuntamenti. Passo successivo la pubblicazione, ma in questo caso entra in gioco proprio Mari. «Ci ha contattato questa casa editrice ferrarese, che aveva seguito le nostre iniziative e ha proposto di raccoglierle in un volume. Così è nato Riflessioni per tempi incerti, che racchiude 11 di questi interventi. E sia chiara una cosa: noi non diamo certezza di risposta, ma ci poniamo domande sul perché e proviamo ad approfondire con le persone più competenti, per questo abbiamo relatori non solo da tutta Italia, ma anche esteri».

i contributi

Fra gli 11 interventi raccolti nel saggio compaiono quelli di personaggi noti, uno dei quali legato a Ferrara. Si tratta di Luciano Floridi, professore ordinario di filosofia ed etica dell’informazione all’presso l’Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford, dove è direttore del Digital ethics lab ed è attualmente visiting professor (ovvero insegnante per una serie specifica di lezioni) all’Università di Ferrara. Fra gli interventi più curiosi quelli di Pietro Gibellini, filologo e autore di saggi in particolare sulla letteratura fra ’700 e ’900: ha parlato di Covid paragonandolo alla peste raccontata da Manzoni, anche per il ripetersi di certe dinamiche umane. Poi, in chiave religiosa è intervenuto José Tolentino de Mendonça cardinale, teologo e poeta, fra le voci più influenti del Portogallo, dal 2018 archivista e bibliotecario della Biblioteca Apostolica Vaticana. E c’è anche un artista (e scrittore), Emilio Isgrò, noto per il linguaggio artistico della “cancellatura”, che gli è valso partecipazioni alla Biennale di Venezia e il primo premio alla Biennale di San Paolo.

Non solo, fra i video ancora consultabili c’è anche l’intervista a un giornalista indipendente ungherese, non proprio tenero su Orbán... —

davide Bonesi

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