Alfonso Signorini: «Il Grande Fratello Vip aiuta la gente a distrarsi. E continuiamo»
I segreti della “casa” raccontati dal re del gossip. «Ho convissuto con una donna per sette anni. Poi mi sono innamorato di un uomo»
l’intervista
maria corbi
In una televisione affollata di prime donne che tengono saldamente in mano domeniche e prime serate, l’arrivo di un outsider è una notizia che destabilizza un sistema che da troppi anni ripete se stesso. Soprattutto se il “nuovo” arrivato si chiama Alfonso Signorini, classe 1964, considerato il re del Gossip, direttore da 18 anni del settimanale “Chi”, che della televisione è stato soprattutto spettatore, critico, opinionista, fino a quando Mediaset non lo ha scelto come uno dei volti su cui puntare. Tanto che è alla seconda edizione del Grande Fratello Vip, la più lunga di sempre, allungata fino a febbraio. Notizia che ha colto i vip chiusi nella casa di Cinecittà di sorpresa, causando delle vere crisi di panico.
Sei mesi di programma. Ma non avete paura dell’esaurimento dei concorrenti e anche di quello del pubblico?
«Fare due appuntamenti alla settimana con questi risultati, dopo 20 anni di vita di un programma, è veramente tanto. E soprattutto era insperato il successo nei trend topic dei social. Questo ci ha fatto dire proseguiamo. Senza contare che una produzione già avviata costa meno di una da avviare e dobbiamo tenerne conto in questi tempi. E poi altri reality, come l’Isola, navigano ancora nell’incertezza».
Nella casa c’è chi però non ce la fa più. Francesco Oppini, Elisabetta Gregoragi, Enock, il fratello di Balotelli...
«Francesco non riuscirà a mollare Tommaso Zorzi. Elisabetta dopo aver parlato con il figlio Nathan credo che rimarrà. Enock invece lo vedo esaurito».
In questo Grande Fratello Vip s è stato protagonista l’amore fluido. Da Gabriel Garko, all’amicizia speciale tra Oppini e Zorzi, ai baci della Dayane Mello e Adua Del Vesco. Una nuova educazione sentimentale per il grande pubblico di prima serata?
«È un terreno minato per un pubblico così tradizionalista come quello della tv generalista, però a me piace molto che si respiri questa aria di assoluta normalità, così lungamente nascosta e repressa. Non siamo abituati all’affettività tra due persone dello stesso sesso, prima che all’omosessualità. Due uomini che si abbracciano prima di dormire o si tengono la mano fa subito scattare pensieri di attrazione sessuale. Ma perché non può esserci invece solo un’attrazione affettiva?».
Quella che lega il convinto omosessuale Zorzi e il convinto eterosessuale Oppini?
«La loro amicizia speciale mi ricorda la fase iniziale del film “I segreti di Brokeback Mountain “. C’è l’empatia tra due anime che si respirava in quel magnifico film e che potrà trasformarsi in un’amicizia fantastica oppure in una storia, anche se non credo perché Francesco è convintamente eterosessuale».
Anche tu lo eri. Hai convissuto 7 anni con una donna prima del coming out. Giusto?
«Sì ero molto innamorato. E pensa che Paola ancora oggi non crede che io sia omosessuale e pensa che lo faccia per esigenze televisive. La verità è che mi sono innamorato di un uomo e questo mi ha dato il coraggio di dirlo ai miei genitori. E mio padre davanti alla gallina fumante della domenica, dopo la mia confessione e dopo 30 secondi di silenzio tremendo ha detto in milanese. “Mi l’avevo semper dì”. Io l’avevo sempre detto».
Come la metti con la Chiesa visto che sei cattolico praticante?
«La Chiesa è fatta di uomini e ho incontrato sacerdoti che mi hanno sempre accolto. Poi è ovvio che la Chiesa nel suo dogmatismo e nella sua ritualità prevede che tu ti penta di quella che per loro è una perversione e per me è semplicemente un istinto. E questo mi fa più difficoltà. Ma lo devo fare e allora ogni volta che vado a confessarmi mi pento, ma lo faccio sempre con un senso di fastidio, perché l’imbarazzo non lo sento più».
Sei stato criticato per non aver affrontato Balotelli a dovere dopo che ha fatto una battuta volgare su Dayane Mello.
«Io non ho sentito. È l’unica verità. Io sono un sordo vero, la gente non lo sa, ma io ho gli apparecchi acustici e l’audio in studio non aiuta. Non posso scusarmi di un handicap che ho. Se non ho sentito, non ho sentito. Mi sono arrabbiato con gli autori perché dovevano avvisarmi subito».
Certo un pettegolo sordo è durissima...
«Eh sì il contrappasso».
Lunedì sera allora quale sarà il nuovo ingresso nella casa?
«Cristiano Malgioglio. Torna nel suo habitat naturale e questo porterò una sana ventata di leggerezza». —
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