«Da questo isolamento usciremo certamente meno social»
Cloe Romagnoli è una ragazzina molto normale nella sua voglia di socialità Ma è contemporaneamente una baby attrice precoce
Adriana Marmiroli
«Che saremmo arrivati a rimpiangere la scuola, chi lo avrebbe mai detto. Dico grazie al fatto che ci siano WhatsApp e tutti gli altri social che ci hanno aiutati in questi mesi. Ma da questo lungo isolamento usciremo con meno voglia di usarli e molta di più di stare vicini».
Cloe Romagnoli è una ragazzina molto normale anche nella sua voglia di socialità, ma è contemporaneamente una baby attrice precoce: inizi a due anni sulle passerelle di Pitti Bimbo, poi dai 4 anni e mezzo cinema e tv, a partire da Un passo dal cielo 2 per arrivare a New School, passando per Braccialetti rossi e La Befana vien di notte.
«Ricordo ben poco di quel primo set. Ma mi è subito piaciuto: ho deciso presto che da grande volevo essere attrice, girare il mondo, lavorare per Netflix».
Gli studi sono venuto di conseguenza, il liceo linguistico. «Le lingue servono se vuoi raggiungere certi risultati». Già pensa al dopo: attrice ma anche regista, prossimo step scolastico il Centro Sperimentale di Cinematografia o giù di lì.
Quattordici anni, di Sesto Fiorentino, gran paesone alle porte del capoluogo toscano, dal 30 novembre la vedremo protagonista della comedy “Whatsanna”, in onda su DeaKids (Sky 601 e su Sky On Demand), spin off proprio di New School. Nella nuova serie si immagina che Anna, per arrotondare la paghetta, decida di subaffittare la cameretta ad amici, conoscenti e sconosciuti che si prenotano via web. Il racconto dei guai che ne derivano lo posta nella chat «Ragazze toste»: al di là del tono eccessivo e buffo della serie, come la sua interprete, Anna è una che non si arrende e crede in sé.
In questi giorni Cloe, come tutti è alle prese con la dad. La scuola le manca, ammette. «Chi lo avrebbe mai detto? – ride –. Fare lezione online è complicato e un po’ triste: mancano quei momenti di distrazione, una battuta o due chiacchiere con gli amici». Tra aperture, rotazioni, turni e chiusure a singhiozzo, le spiace di non avere approfondito la conoscenza dei nuovi compagni.
Oltre a scuola e amici, quello che più le manca è proprio recitare. «È triste pensare a tutte le cose che potrei fare e non posso: lavorare, viaggiare, conoscere nuove persone. Una festa. Andare a ballare. E invece sono chiusa in casa con i miei fratelli (certe volte davvero insopportabili)».
Cosa resterà di questi giorni? «Un ricordo triste. I social diventati parte essenziale della vita. Ma per reazione anche una grande voglia di essere insieme, parlarsi, guardarsi negli occhi. E alla fine, sì, stare meno attaccati a tablet e telefonini». —
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