Lo storico Manfredi narra i Quaranta giorni di Gesù dopo la morte
Domani on line per la Fiera delle parole l’incontro con l’autore emiliano «È un testo complesso e molto forte, ho perso un’amicizia di 50 anni»
IL COLLOQUio
Si intitola Quaranta giorni il nuovo romanzo di Valerio Massimo Manfredi, edito da Mondadori. Un viaggio tra storia e religione del noto archeologo, professore e conduttore tv residente a Piumazzo (Mo). Romanzo che in meno di una settimana dall’uscita nelle librerie sta ottenendo ottimi risultati di vendita, anche se il primo giallo è nel titolo... perché l’autore voleva chiamare il romanzo “12 legioni di angeli”, «prendendo da spunto la frase di Gesù al momento dell’arresto per fermare la reazione dell’apostolo Pietro - dice Manfredi -. Poi è stato scelto Quaranta giorni, perché nei giorni successivi la morte violenta, Gesù nel giro di cinque giorni appare alla Maddalena, agli amici, ai pescatori e Paolo scrive apparve ad altre 500 persone... L’idea del libro è quella di immaginare cosa può aver fatto il figlio di Dio nei 35 giorni successivi».
il dilemma
Nel volume della collana “Omnibus italiani” (228 pagine, costo 20 euro), Manfredi utilizza come voce narrante quella di un demone, che affianca Gesù in questi 40 giorni. «Personalmente penso non si sia mai letto qualcosa del genere, lo stesso vale per la mia trilogia “Il mio nome è nessuno”, in cui c’era l’unica storia narrata sulla vita del re di Itaca. È un romanzo forte, molto forte, con un finale esplosivo nella Gerusalemme di oggi... È un libro sicuramente complesso e talmente forte che ho perso un’amicizia che durava da ben 50 anni...».
Chiaramente si tratta di un’opera di fantasia, ma con tanti riferimenti storici reali: «Ho provato ad immaginare, perché ovviamente non c’è altro modo per poter ricostruire quei giorni. Ma per capire realmente il soggetto bisogna leggerlo, anche se dalle prime reazioni posso dire che sta piacendo. E il risultato di vendita (oltre 2.500 copie nei primi cinque giorni; ndr) in un momento come questo lo sta a testimoniare».
la presentazione
Ecco, questo è il periodo del Covid, quello nel quale sono ovviamente vietate le presentazioni “fisiche” di nuovi romanzi, ma i tanti lettori di Manfredi potranno scoprire qualcosa di più sul romanzo domani alle 19, in diretta sulla pagina Facebook e sul canale Youtube della Fiera delle parole di Padova. «Sinceramente non è facile per me scrittore questo periodo - ci dice Manfredi -, perché mi piace guardare la gente negli occhi... Sempre a Padova, ma in estate, avevo partecipato alla tradizionale Fiera delle parole invitato da Bruna Coscia (organizzatrice anche di Parole d’autore nel Comune di Occhiobello; ndr) e devo dire che era andato tutto bene. I posti erano ben distanziati con rigoroso controllo all’ingresso e le persone accompagnate al mio tavolo, a distanza, per il momento del firmacopie. Ma è chiaro che ogni giorno vediamo crescere il numero delle persone contagiate e dei defunti, questo sacrificio si fa volentieri. Poi, gli incontri on line sono comunque una valida alternativa, perché la gente chiede incontri di questo tipo e io che amo il pubblico ricambio ben volentieri questa richiesta», chiude lo scrittore.
FIERA DELLE PAROLE
La manifestazione padovana continua senza interruzione con presentazioni di prestigio ogni settimana. Se domani sera tocca a Manfredi, mercoledì ecco Federico Rampini parlare del nuovissimo I cantieri della Storia. Ripartire, ricostruire, rinascere (Mondadori), mentre giovedì tocca a Le montagne rosa (Mondadori) di Massimiliano Ossini e venerdì Un’amicizia di Silvia Avallone (Rizzoli). —
davide Bonesi
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